Uno dei temi che Hockeylove aveva messo nella sua agenda raccogliendo l’interesse di molti giovani, famiglie e addetti ai lavori trova ora riscontro nell’iniziativa di dibattito pubblico promosso dal gruppo “L’hockey cresce” guidato da Flavio la Gioia che si pone in controtendenza rispetto al drammatico calo di partecipanti e di entusiasmi
Nella foto l’annuncio dato sui social dal gruppo “L’Hockey cresce” ovvero una strada per il futuro del nostro sport
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Questo il link per collegarsi: https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_MzQzYzhhNWUtM2VmZC00ZjkwLTk2ZjYtNDVlZGYxODc1MWNl%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%225647436d-5a18-4c4e-94e0-d6ebef715808%22%2c%22Oid%22%3a%229f7c1db6-561f-4767-938f-eadc9e5936fa%22%7d
I giovani si muovono cercano esperienze più stimolati. Questo è un bene o un danno per i campionati, le nazionali, le società? Va interpretata come opportunità di crescita per loro e per il movimento o è una iattura da combattere? La parola agli interessati e l’ascolto dei futuri, ormai prossimi decisori, è l’unico modo per comprendere e magari indirizzare il fenomeno verso i canali più convenienti per tutti. I tempi cambiano, le condizioni socioeconomiche mutano, la globalizzazione e l’accorciamento dei tempi e dei costi di percorrenza facilitano una mobilità mezzo secolo fa impensabile e solo dieci anni or sono difficile da credere possibile.
I fenomeni sociali non vanno demonizzati né subiti supinamente vanno analizzati, compresi e utilizzati. Per questo è importante partecipare alla proposta di discussione lanciata dai candidati La Gioia, Melis, Mureddu e dal loro gruppo che dopo i boom del sondaggio per decidere il candidato presidente (72 società partecipanti) e la conference call di presentazione del programma elettorale (con poco meno di 200 presenze collegate) propongono una terza iniziativa a cui a breve ne seguiranno altre.





