I media di main stream, soprattutto le TV, hanno descritto e mostrato bellissime immagini di atlete e atleti con disabilità fisiche, rigorosamente classificate per consentire una competizione fra pari, ma dai giochi mancano i down simbolo della disabilità nella nostra vita quotidiana. Non ci sono gli autistici, i sordi e altri ancora di cui ci occuperemo
Nelle foto alcuni dei nostri campioni a oggi esclusi dalla paralimpadi
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La spedizione azzurra con 71 medaglie di cui 24 d’oro si è piazzata al sesto posto nel medagliere delle paralimpiadi di Parigi. Un risultato che migliora nel numero di poco quella già trionfale di Tokyo 2021, ma ha il merito di spostare moltissimi dei 29 argenti giapponesi nella colonna degli ori parigini che crescono di dieci unità rispetto a tre anni fa.
È tutto ora quello che luccica? Da un lato certamente, dall’altro c’è un vizio di fondo che viene ignorato se non nascosto. I giochi sono riservati quasi esclusivamente alle disabilità fisiche. Già nella puntata precedente ho sottolineato l’esclusione dei e delle atlete down.
Non sono gli unici: semaforo rosso anche per gli autistici una platea che solo in Italia sfiora le 80.000 persone e che nel mondo è sottostimata a 500.000 casi. Se poi aggiungiamo che i sordi, i più numerosi dopo i ciechi e gli ipovedenti nel panorama delle disabilità hanno competizioni a parte il quadro diventa davvero molto parziale..
Se è indubbio che le paralimpiadi assumano un carattere di vetrina e di grande spettacolarizzazione positiva di un contesto che sta scrivendo nell’agenda dell’opinione pubblica pagine importantissime di maturità sociale, ma con toni quasi aristocratici resta l’esclusione del le fasce più numerose del disagio.
già pubblicato:
#paralimpiadi Fra tante situazioni anche ai giochi di Parigi non ci sono ragazzi down (3 settembre 2024)





