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#società POTENZA PICENA E ARGENTINA NON È UN CASO

La folta presenza di Italo argentini in terra Picena non è frutto di scelte sportive ma percorre in senso inverso un lungo percorso cominciato più di 130 anni fa 

Nella foto La riproduzione della piramide de Mayo simbolo della libertà argentina che si trova in Plaza de Mayo davanti alla casa Rosada a Buenos Aires 

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Una piramide de Mayo in scala ridotta, rispetto all’originale alto 19 metri realizzato nel 1811, è quella che si trova in largo Leopardi nel centro storico di Potenza picena e forse non casualmente alle sue spalle l’abitazione è di color rosa. Fu donata nel 1967 alla città dalla Sociedad potentina de mutuo socorro l’organizzazione dei potentini emigrati a Buenos Aires. Oggi è la testimonianza del legame e delle radici di coloro che tornano a visitare la loro terra, a riabbracciare i propri affetti e nel nostro caso magari giocare anche a hockey.

Quanti sono gli e le argentine di origine italiana che militano nel file dell’Hockey Potenza Picena? L’elenco è lungo soprattutto in campo femminile e comincia con l’unica vera professionista: Ornella Scarone, difensore e cortista proveniente dal Banco Provincia di Buenos Aires. Le altre 10 sono Ana Clara Zaldua, Magali Scattone, Costanza Rodriguez, Clementina Cancelleri, Jesica Sequeira, Agustina Micucci, Agustina Velez, Sofia Tonelli, Julieta Rodriguez e Paula Riachi che però vive a San Benedetto del Tronto. 

Meno folta ma altrettanto rilevante la presenza maschile con tre hockeisti che con diverse modalità si occupano della parte tecnica, con Matias Barragan che è anche giocatore. Gli altri due sono l’allenatore Ignacio Geloso e Alejandro Martinez che tra l’altro fu colui che contribuì a fondare l’hockey a Concepcion del Uruguay città della provincia del Litoral dove a distanza di pochi decenni oggi giocano 11 diverse società e la cui formazione Republica de Italia gemellata con il circuito Dante Alighieri delle scuole italiane in patria e all’estero porta spesso comitive di giovani argentini  in visita nella nostra nazione.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore