Per essere presente alla cerimonia di intitolazione dell’impianto a Pablo Tommasi e alla festa dei cinquant’anni della polisportiva Juvenilia l’allenatore ucraino della promozione in prima divisione nazionale ha lasciato per qualche giorno i suoi doveri di militare
Nella foto l’opera di Vasyl Pivnyuk
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Fra i moltissimi ospiti i tanti veterani richiamati per partecipare a questa cerimonia in ricordo di Pablo Tomasi e celebrativa dei cinquant’anni di storia della polisportiva Juvenilia con un lavoro lungo e paziente di ricerca e di invito una presenza ha spiccato sorpreso e commosso tutti.
Quella dell’allenatore della promozione in serie A1/M, come allora si chiamava con meno enfasi ma più concretezza la prima divisione nazionale, Vasyl Pivnyuk. Il tecnico ucraino come decine di migliaia di suoi connazionali serve la patria a difesa dei confini, intangibili per ogni nazione libera, dall’aggressione russa.
Nonostante questo ricevuto l’invito lo ha presentato al proprio comando che con grande sensibilità gli ha concesso una breve licenza grazie alla quale è potuto sbarcare a sorpresa a Olbia, da dove ha raggiunto, con Cristian Raffaele Adamo che ha fatto una volata di tre ore da Uras a Olbia e ritorno, il paese che l’ho visto amato e protagonista. Oggi ancora più amato perché ha dimostrato un attaccamento ai colori biancoverdi secondo neppure al più grande tifoso delle brigate uresi.
Non si è presentato a mani vuote perché lui non solo è hockeista, militare ma anche artista e ha voluto consegnare al presidente Roberto Marcias una sua opera celebrativa del 50º. Solo questi piccoli ma immensi gesti che rendono coesa e forte una comunità. Grazie Vlad e Come hai scritto “avanti verso la vittoria” anche per la tua patria.





