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#personaggi PABLO TOMASI NEL CAMMEO DI  MASSIMILIANO CONCAS

A Uras lo hanno conosciuto tutti, in Sardegna moltissimi, nel resto d’Italia è un nome noto, ma il tempo affievolisce la memoria allora ecco questo bel ritratto di un suo, un nostro, carissimo amico a  distanza di quasi sei anni

Nella foto Pablo Tomasi

(Massimiliano Concas

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Una vita per lo sport, una vita per l’hockey su prato: Pablo, classe 1977, come quasi tutti i bambini uresi dell’epoca, iniziò a giocare a hockey nella Polisportiva Juvenilia quando ancora frequentava  la scuola elementare, e come tanti in quel periodo, praticò con discreti risultati anche il tiro con l’arco.
La passione per l’hockey però, fu più forte di quella per arco e frecce. Potente e velocissimo sin da giovanissimo, avrebbe potuto ottenere ottimi risultati anche nel calcio come “ala”, ruolo in cui si cimentò per qualche tempo. Fu tuttavia con bastone e pallina che il “ragazzo” fece vedere le cose migliori. 

Proseguì così nella Polisportiva settore hockey giocando in tutte le categorie giovanili fino ad esordire in prima squadra sul finire degli anni ’90. Per Pablo, per la Juvenilia, furono anni di grandi sfide sportive per la tanto sospirata promozione in serie A2, che per lui giunse prima nel 2004, poi nel 2008. Quest’ultima è quella forse più significativa poiché coincise con il passaggio di alcuni di quei giocatori, tra cui appunto Pablo, al duplice e non semplice ruolo di dirigenti e membri del consiglio direttivo. Un’eredità pesante, che Pablo affrontò con entusiasmo fino alla sua prematura scomparsa. 

Ci furono nuove cadute (la retrocessione del 2009 dopo appena un anno, avrebbe sicuramente abbattuto chiunque), ma anche in questo caso la tenacia di quel gruppo di giovani dirigenti fece la differenza, riuscendo dapprima a riportare già nel 2010 la squadra in serie A2 e poi alla storica promozione in serie A1 nell’anno 2017, dopo tante stagioni sempre ai vertici della seconda serie hockeistica. Pablo ci ha lasciato il 28 dicembre 2018, quando il suo compito era appena cominciato: è stato un grandissimo dirigente, senza dubbio tra i principali artefici di tutto ciò che oggi da lustro, in tutta Italia, al paese di Uras. Grazie al suo carattere socievole, allegro e giocoso è riuscito a trasmettere ai più giovani la sua passione per l’hockey e per lo sport.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore