ANTWERP - Hockey World League Semi Final W & M 20 BEL v IRL (Pool B) foto: John-John Dohmen. FFU PRESS AGENCY COPYRIGHT FRANK UIJLENBROEK
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#olimpiadi UN GIRONE PAZZESCO CON 4 SQUADRE DA MEDAGLIA 

Le 12 squadre sono state divise in due pool di 6 squadre ciascuna, con le prime quattro di ciascuna pool di qualificazione ammesse ai quarti di finale. Questo è il gruppo B il più composito con squadre di 4 continenti. Comincio la presentazione seguendo l’ordine del ranking mondiale

Nella foto di Frank Uijlenbroek il fenomeno assoluto John John Dohmen alla sua quinta olimpiade, recordman mondiale di presenze (475). Esordì nel 2007 a 17 anni contro l’Italia

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BELGIO – La sua ascesa negli ultimi due decenni non conosce precedenti. Tra il 2018 e il 2022, i Red Lions hanno vinto la Coppa del Mondo (2018), le Olimpiadi (2021), il campionato europeo (2019) e la FIH Hockey Pro League (2020-21).
Vincent Vanasch e Loic Van Doren sono due portieri di livello mondiale, Arthur Van Doren, Victor Wegnez, Felix Denayer, Van Aubel, Arthur de Sloover, il bomber Tom Boon, il cortista Alexander Hendrickx e il leggendario centrocampista John-john Dohmen (recordman mondiale con 475 presenze) sono talenti straordinari. Dohmen come svelato da Hockeylove esordì nel 2007 a 17 anni contro l’Italia.
Porli nella ristretta rosa dei favoriti non è certo un azzardo anche se fra loro ci sono 9 ultra trentenni su 16: molta esperienza ma anche un torneo faticoso da affrontare con due cambi in meo del consueto.   

AUSTRALIA – Dopo la delusione di Tokyo 2021 i kookaburras di oggi cercano il secondo oro olimpico dopo quello colto da Jamie Dwyer e co. Ad Atene 2004 20 anni fa.
Li guida il leggendario attaccante Colin Batch – 4 Champions Trophy una World Cup in bacheca fra il 1970 e il 1990 in 175 presenze internazionali – a giugno hanno conquistato la Pro League, il loro primo titolo dal 2019 vincendo dieci delle loro 16 partite con Blake Govers 12 volte a segno (8 su corto) nelle 12 partite giocate. Gli altri talenti di livello mondiale oltre Govers sono Aran Zelewski, Eddie Ockenden, Jake Whetton e Tim Brand.

ARGENTINA – La squadra allenata da Mariano Ronconi ha prenotato il suo posto a Parigi 2024 con la vittoria a Panamericano: 3-1 in finale sul Cile padrone di casa e con Tomas Domene autore di 14 dei 40 gol messi a segno dalla squadra nel torneo.
In Pro League oltre le vittorie si Gran Bretagna, Spagna e Irlanda, ha trionfato su Belgio e Australia, finalisti a Tokyo 2021. Ciò suggerisce che l’Argentina può vincere contro chiunque grazie alle bocche di fuoco, non solo Domene, Maico Casella, Nicolas Della Torre (ex Tevere Eur) e Lucas Martinez a cui si aggiunge l’esperienza del capitano Matias Rey e del centrocampista Agustin Mazzilli.

INDIA – Dopo anni di scivolamento delle classifiche mondiali la squadra di Craig Fulton (ex coach di Sud Africa, Irlanda e  Belgio) si presenta da 7^ nel ranking forte del bronzo di Tokyo 2021 e del successo nel 2023 ai giochi asiatici  con un netto 5-1 sul Giappone.
Le stelle del team sono il cortista  e difensore Harmanpreet, il due volte portiere dell’anno Srejeesh  – l’unico non sikh in questo Gotha di campioni – i centrocampisti Hardik Singh Manpreet Singh e l’attaccante Mandeep Singh, questi ultimi due intervistati per voi su Hockeylove nel loro villaggio natale.

NUOVA ZELANDA – I Black Sticks a Parigi 2024 faranno la loro 14^ apparizione olimpica, con alle spalle la storica medaglia d’oro di Montreal 1976. Dopo aver perso la Oceania Cup si sono rifatti al pre olimpico di Muscat in Oman sconfiggendo come a Città del Messico ancora il Pakistan (3-2), eliminato così ancora una volta dalla fase finale delle Olimpiadi. Hanno dato seguito al loro Magic Moment alla Nations Cup di Gniezno battendo in finale agli shootout  la Francia.

IRLANDA – Dopo l’iniziale argento vinto ai Giochi del 1908 la Green Machine dovette attendere 108 anni prima di tornare a  un’olimpiade. Questa è la sua terza partecipazione. Si presentano a Parigi con il ricordo delle loro due vittorie (2-1 e 4-1) in Pro League sul Belgio ad Anversa

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore