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#olimpiadi HOCKEYROOS E LEONAS CERTE DEI QUARTI, GB USA E SPAGNA IN LOTTA

Le 12 squadre sono state divise in due pool di 6 squadre ciascuna, con le prime quattro squadre di ciascuna pool di qualificazioni per i quarti di finale. Questo è il gruppo B il più composito con squadre di tutti i continenti. Comincio la presentazione dalla campionesse di Oceania per poi passare alle panamericane e via via le altre sino al Sud Africa 

Nella foto Fernando Ferrara vorrebbe bissare l’oro olimpico di Chpa Retegui che come lui giocò in Italia quando senza chiamarla élite la A1/M era davvero un campionato di prima fascia europea

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AUSTRALIA – Tra il 1994 e il 2000, le Hockeyroos furono le migliori al mondo, allenate da Ric Charlesworth vinsero due ori olimpici e due Coppe del mondo ispirata da  Katrina Powell, ora capo allenatore, e da Alyson Annan, ora sulla panchina della Cina.
Arrivano a Parigi con al collo il  bronzo della Coppa del Mondo 2022 e le vittorie in Pro League sull’Argentina e sulla Gran Bretagna, l medaglie d’argento e di bronzo ai Giochi Tokyo 2021. 
La stelle del team sono le co-capitane Brooke Peris, Kaitlin Nobbs, Jane Claxton e Grace Stewart con il seguito di Mariah Williams, Maddy Fitzpatrick, dell’astro nascente  nascente Amy Lawton e del portiere Jocelyn Bartram.

ARGENTINA – Las Leonas sono conosciute come una squadra di attaccanti fenomenali. Oltre i 14  titoli panamericani hanno vinto 2 Coppe del Mondo, 7 Champions Trophy e una Pro League. Manca l’oro olimpico.
L’ex allenatore azzurro Fernando Ferrara però non si sbilancia: “Portiamo a Parigi tutto ciò che abbiamo allenato con calma e fiducia e speriamo di ottenere i risultati. Le ragazze sono coese e si sostengono tra loro, questo conta più di tutto, oltre tecnica tattica e qualità del gioco che hanno, questo è ciò che può fare la differenza. Daremo il 110 percento per cercare di tornare in Argentina con il meglio”.
L’Argentina arriva a Parigi 2024 in forma eccellente, con sette vittorie e un pareggio nelle ultime otto partite e una squadra benedetta da grandi talenti talenti come l’attaccante Maria Granatto sorella dell’ex Butterfly Victoria e dell’azzurra amsicorina Delfina, l’esperta capitana  Rocio Sanchez, la stella difensiva Valentina Raposo e la cortista Ace Gorzelany.

GRAN BRETAGNA – Ha una recente storia olimpica eccezionale: oro a Rio 2016 e bronzo a Londra 2012 e Tokyo 2021. Con il settimo posto in  Pro League è stata molto al di sotto delle sue aspettative, ha vinto solo 3 delle ultime16 partite di  Pro League. Però la rosa di David Ralph è di qualità. Include la capitana Hollie Pearne-Webb, Laura Roper-Unsworth, Lily Owsley tutte oro a Rio, Hannah French-Martin attaccanti veloci e abili che con Tess Howard  formano il tridente d’attacco.

SPAGNA – L’abbiamo vista sul terreno di casa a Valencia a inizio anno, quando ha conquistato la qualificazione olimpica e poi a giugno in Nations Cup anche contro l’Italia (3-1). Lola Riera con oltre 200 presenze – come Beatriz Perez (261) Maria Lopez (249) e Xantal Gine (202) – è la giocatrice chiave del team.

USA – Tornano ai giochi dopo l’assenza di Tokyo. Grazie al brillante secondo posto di gennaio a Ranchi quando sconfissero anche l’Italia (2-0). Ai Pan American Games 2023 a Santiago hanno tenuto testa in finale all’Argentina (2-1). Sono una squadra  ricca di giovani promesse (età media 24 anni e media presenze di appena 57) vedi Abigail Tamer. Solo la capitana Amanda Golini-Magadan (29 anni) e Ashley Hoffman (27) hanno più di 100 caps.

SUD AFRICA – Più che le concorrenti ha dovuto subire l’ostracismo per l’apartheid, così si spiegano le sole sei presenze olimpiche. Infatti al torneo di qualificazione a Pretoria 2023, ha subissato di gol senza subirne nessuno e avversarie:  Zimbabwe (10-0), Nigeria (4-0) e Ghana (7-0) e ancora Nigeria in finale (9-0). La curiosità è che le sudafricane di Giles Bonnet, che ha allenato gli uomini del Belgio e le donne del Canada. È di presentare la 37enne Dirkie Chamberlain a fianco della  17nne Paris-Gail Isaacs

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore