Baltiche sepolte da 7 gol. Tripletta di Di Paola e doppietta di Eschoyez e buona prova complessiva al termine del rodaggio. Peccato che il torneo sia già finito e che le azzurre abbiano pagato l’assenza di preparazione
Nella foto una fase di Italia Lituania a Rakovnik
_______________________________________________
L’Italia travolge la Lituania e migliora considerevolmente la prestazione rispetto al 2-0 della gara del girone di questo Championship. Tassello dopo tassello si manifesta il puzzle del mio ragionamento: se questa squadra avesse avuto il modo e l’occasione di prepararsi avrebbe conseguito una comoda promozione. Lo dice il fatto che dopo tre partite interlocutorie, ma erano quelle fondamentali, di crescita alla quarta le azzurre abbiano trovato una prestazione molto più convincente avendo cominciato a conoscersi e avendo consentito a coach Carta di applicare con più efficacia le sue disposizioni.
Migliorate anche l’esecuzione dei corner corti (3 su 7) che a forza di essere provati – ma in partita – sono risultati più pericolosi. Come è maturata anche la personalità delle ragazze che hanno preso coscienza del loro valore individuale mettendo al servizio del gruppo. Tutti questi tasselli sono quelli alla base di ogni preparazione sportiva. È un peccato che chi è preposto come dirigente a garantire la loro efficace implementazione lo ignori o lo sottovaluti.
L’analisi tecnica è tattica non può prescindere dalla crescita manifestata ieri contro la Cechia nell’ultimo quarto, quando con decisione più coraggiosa che spregiudicata Roberto Carta ha tolto Omegna per giocare con 11 ragazze di movimento; è vero che il pareggio non è stato raggiunto ma è altrettanto vero che la frustata che la panchina ha inferto al gruppo è servita moltissimo alla crescita psicologica di ogni singola componente. Oggi abbiamo assistito all’esordio fra i pali di Picano alla conferma del valore del trio di attacco Manzoni Di Paola Di Bella, alla crescita della italo tedesca Förster usata con maggiore continuità, come ottima è stata l’alter ego Micaela Frias, la difesa praticamente mai impegnata dalle modestissime.
Per fortuna presto questa governance avrà un avvicendamento e finalmente alle nostre squadre nazionali avranno la possibilità di competere a darmi pari con le avversarie.





