Roba da non credere ma a cominciare da quegli anni e per molti successivi le stelle della nascente potenza argentina scelsero la serie A italiana e non il misero campionato belga di allora: Ferrara, Rolo Perez, Retegui, Lombi, Almada, Moresi Aicega, De la Paz Hernandez, Cachito Vigil fra i molti
Nelle foto Cecilia Rognoni a Sidney 2000, il fratello Piki – poi internazionale anche lui – giocò a lungo in Italia e Gina Spitaleri che arbitrò la finale di bronzo del 2000, qui discute con una Hockeyroos

_______________________________________________________________________
L’olimpiade del centenario si svolse ad Atlanta nello stato suprematista della Georgia e sede dei Coca Cola e CNN allora solo via cavo, non a Atene, che fu risarcita nel 2004 a danno di Roma. Lo stadio del Morris Brown College ospitò dal 20 luglio al 2 agosto l’hockey. Dopo tanti insuccessi l’Olanda si portò a casa l’alloro più prestigioso.
Ecco gli eroi georgiani: Ronald Jansen (P), Guus Vogels (P), Jacques Brinkman, Floris Jan Bovelander, Maurits Crucq, Marc Delissen, Jeroen Delmee, Taco van den Honert, Erik Jazet, Leo Klein Gebbink, Bram Lomans, Teun de Nooijer, Wouter van Pelt, Stephan Veen, Tycho van Meer, Remco van Wijk.
Molti sono i nomi della rifondazione post 1984, altri (De Noojer, Vogels, Lomans) divennero eroi negli anni a venire.
La Spagna, vincendo 1-0 (Xavi Arnau su corto) sulla Germania, aveva messo subito in chiaro le sue ambizioni. A seguire: 3-0 al Pakistan, 2-1 in rimonta sull’Argentina di Ferrara e Perez (in campo per 70’), Moresi (58’), Retegui (47’), questi quattro per durate diverse poi protagonisti della A1 italiana (altro che élite! – NdR). Poi a girone vinto per gli spagnoli arrivò la sconfitta (1-3) con l’India.
L’Olanda dopo un pareggio (2-2) con la Gran Bretagna e un successo sofferto (3-2) con l’Australia, si presentò in semifinale, nel derby con la Germania. Una tripletta di Taco van den Honert (2 su corto) stese i tedeschi (3-1). La Spagna fece fuori l’Australia (2-1) con un gol di Jaime Amat e un rigore di Escarrè.
I corti decisero la finale. La Spagna ne batté 9, con 7 stoccatori diversi: un solo gol con Victor Pujol. L’Olanda usufruì solo di 4 corti, ma andò in gol con Lomans e due volte con Bovelander.
Meritano la citazione anche los espaňoles de plata: Jaime Amat, Pablo Amat, Javier Arnau, Jordi Arnau, Oscar Barrena, Ignacio Cobos, Juan Dinarés, Juan Escarré, Xavier Escudé, Juantxo García-Mauriño, Antonio González, Ramón Jufresa (P), Joaquín Malgosa, Victor Pujol, Ramón Sala, Pablo Usoz.
Se confrontate con Roma ’60, dove c’era anche Juan Calzado, troverete: Pedro Amat, Josè Dinares, Luis Usoz! Queste sono dinastie!
E le donne? Di nuovo Australia con ancora Rechelle Hawkes e la nuova stella Alyson Annan, ma questa è la lista completa delle Hockeyroos in bodycanottiera: Michelle Andrews, Alyson Annan, Louise Dobson, Renita Farrell, Juliet Haslam, Rechelle Hawkes, Clover Maitland, Karen Marsden, Jenny Morris, Nova Peris-Kneebone, Jackie Pereira, Katrina Powell, Lisa Powell, Danni Roche, Kate Starre, Liane Tooth. L’ultimo nome segnatevelo.
Le australiane vinsero il girone davanti a Corea, Olanda e Gran Bretagna. In finale nuovo successo sulle coreane per 3-1 (1-1) con doppietta di Alyson Annan, rigore e corto, e gol di Katrina Powell. Terza l’Olanda di Mintije Donners.
Vi ricordate di Liane Tooth, oro ad Atlanta. Ebbene a Sidney quattro anni dopo la troviamo alla cerimonia d’apertura come una delle otto atlete australiane incaricate di portare la bandiera olimpica. Dal 16 al 26 di settembre allo State Hockey Centre, lo stesso impianto che aveva ospitato il mondiale del ’94, si disputarono i gironi eliminatori.
Questi i risultati maschili: Olanda – Gran Bretagna 4 – 2; Canada – Pakistan 2 – 2; Malaysia – Germania 0 – 1; Olanda – Malaysia 0 – 0; Gran Bretagna – Pakistan 1 – 8; Germania – Canada 2 – 1; Olanda – Canada 5 -2; Malaysia – Gran Bretagna 2 – 2; Germania – Pakistan 1- 1; Malaysia – Pakistan 2 – 2; Olanda – Germania 2 – 2; Gran Bretagna – Canada 1 – 1; Malaysia – Canada 1 – 1; Olanda – Pakistan 0 – 2; Germania – Gran Bretagna 1 – 2.
Gruppo B: Sud Corea – Spagna 1-1; Australia – Polonia 4-0; Argentina – India 0-3; Spagna – Polonia 1-4; Argentina – Sud Corea 2-2; Australia – India 2-2; Sud Corea – India 2-0; Argentina –Polonia 5-5; Australia –Spagna 2-2; Spagna –India 2-3; Polonia Sud Corea 2-3; Spagna – Argentina 1-5; Australia – Sud Corea 2-1; Polonia India 1-1.
In semifinale approdarono Sud Corea – Pakistan e Australia – Olanda. Un solo gol in 140’, quello del sudcoreano Song Seung Tae su corto al 56’.
Gli olandesi prevalsero (5-4) dopo i tiri di rigore. I coreani alla loro terza esperienza, dopo l’esordio di Seul ’88, giunsero in finale.
L’Olanda difendeva il titolo olimpico. Fu vera battaglia. In vantaggio la Corea con Song Seung Tae. L’Olanda pareggiò con Stephan Veen già nel primo tempo e poi l’ala olandese – che fu il primo ad essere insignito del titolo di Best Player of theYear – fece tripletta a 6’ dal termine. A questo punto due corti trasformati da Kim Kyung-Seok mandarono le squadre ai rigori. Vinse ancora l’Olanda, sempre per 5-4, per un complessivo di 8-7.
Questi gli uomini d’oro Maurits Hendriks: Ronald Jansen (P), Erik Jazet, Wouter van Pelt, Bram Lomans, Diederik van Weel, Stephan Veen, Jeroen Delmee, Jacques Brinkman, Remco van Wijk, Teun de Nooijer, Jaap-Derk Buma, Peter Windt, Sander van der Weide, Piet-Hein Geeris, Marten Eikelboom.
Terza l’Australia (6-3) sul Pakistan. La Germania giunse quinta, anche grazie al “torinista” Bjorn Michel, suoi due dei sei gol all’Argentina nella semifinale e quello iniziale alla Gran Bretagna (4-0) nella finalina.
Al torneo femminile presero parte ancora 10 squadre due meno delle maschili. Australia, Argentina, Spagna, Gran Bretagna, Sud Corea, giunte nell’ordine nel gruppo A. Nuova Zelanda, Cina, Olanda Germania, Sud Africa, così classificate nel gruppo B.
Le prime tre di ogni gruppo furono ammesse alla “pool medaglie”. Classifiche sovvertite. Il terzo-quarto posto fu disputato tra Olanda – Spagna 2-0, arbitrata da Gina Spitaleri; la finale Australia – Argentina 3-1.
L’Australia salì ancora sul gradino più alto del podio, per la terza volta in quattro edizioni e sempre con Rechelle Hawkes. Ecco le sue compagne d’oro: Alyson Annan, Juliet Haslam, Alison Peek, Claire Mitchell-Taverner, Kate Starre, Kate Allen, Lisa Carruthers, Clover Maitland, Rachel Imison, Angie Skirving, Julie Towers, Renita Farrell, Jenny Morris, Katrina Powell, Nikki Hudson. Il coach era Ric Charlesworth, uno dei miti dell’hockey australe.
Nell’Argentina oltre i nomi famosissimi di Luciana Aymar, Karina Masotta, Vanina Oneto, Cecilia Rognoni e Magdalena Aicega, in Italia con il CUS Padova, un’altra ragazza giocò in serie A1: María de la Paz Hernández nella Seneca Libertas san Saba. Esperienza italiana anche per il coach Sergio “Cachito” Vigil a Bra.
Nacque il mito delle Leonas che si consolidò al Champions Trophy 2001, al mondiale di Perth (2002), al Panamericano di Santo Domingo (2003), sino ad Atene 2004, come vedremo la prossima puntata.





