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#nazionale HOCKEY5 FACCE DI BRONZO, DELLA STESSA MEDAGLIA 

Da un lato la soddisfazione per la prima medaglia assoluta della FIH dall’altro come se i calciatori del Real Madrid affidati alla coppia Mignardi Pagliara arrivassero terzi nel campionato polacco di calcio

Nella foto il gruppo delle azzurre salite sul gradino più basso del podio a Walcz: una prima europea assoluta per l’Italia 

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Le due facce del bronzo dell’hockey5s. Siccome mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno ricordo a tutti voi che piazzamento conseguito dall’Italia femminile in Polonia rappresenta la prima e unica medaglia europea a livello di squadra seniores mai conquistata da una nazionale italiana nel corso della sua storia. Quindi un risultato che deve essere giustamente celebrato e correttamente riconosciuto. Merito delle ragazze, dello staff e che si estende alla federazione italiana tutta.
Quanto vale in soldoni questa medaglia? 

Prima banale considerazione: negli albi d’oro i bronzi come gli argenti non vengono mai citati per cui fra pochi giorni di questo non rimarrà traccia nella breve memoria degli hockeisti.
Seconda meno banale considerazione: all’europeo femminile di hockey5s non hanno partecipato le squadre di 10 delle prime 11 federazioni europee presenti nel ranking. L’Italia unica nella top ten (8^) si è classificata terza a Walcz dietro Polonia (14^) e Ucraina  (15^)  quindi non ha rispettato il pronostico.
Terza assolutamente non banale considerazione è che questo risultato è figlio di una insussistente programmazione e di una gestione e lacunosa. La squadra nazionale non si è mai radunata prima della partenza non ha sostenuto nessuna allenamento non ha ricevuto altra indicazione che l’invito a guardare alcuni video su questa disciplina totalmente sconosciuta alle 10 azzurre. 

Ultima considerazione: il tasso tecnico individuale delle italiane è incomparabile a quello delle polacche o delle ucraine che giocano senza aiutini d’oltre Oceano o ancora meno con le gallesi tutte U21.
Dato conto del lato positivo della tesi contrapposta agli aspetti negativi dell’antitesi la sintesi la lascio ai lettori. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore