Quanti sono talenti italiani che emigrano perchè possono studiare all’estero? Quanti gli stranieri che lo fanno in Italia? Il saldo purtroppo è negativo e anche quando rientrano anno sempre trovano la situazione che avevano lasciato
Nella foto Nicolò Anserini a destra con Brocco compagno di azzurro e di Lazio
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7 luglio 2024. Tanti auguri e grazie di essere uno di noi.
Nicolò è uno dei tanti giovani talenti che lo studio e poi il lavoro portano all’estero. Era tornato dopo un periodo universitario in Inghilterra dove ha pure aveva giocato con la Exter University e il suo rientro era coinciso con la promozione in A1/M. Poi ancora emigrazione, seppure di lusso. Il secondo rientro in questi mesi non ha coinciso con l’impiego a tempo pieno nella sua Lazio e quindi di conseguenza tanto meno in azzurro. A Roma, malgrado la stima di Mario Pompili, non ha riconquistato i galloni da titolari affidati a Palumbo.
Come cominciò la sua storia? Per Nicolò galeotta fu la cugina Lavinia che lo convinse a provare cosciali, guantoni e il resto dell’attrezzatura da portiere con la maglia della Lazio.
Nicolò fu catapultato in un mondo sconosciuto come l’hockey e dopo qualche mese giocava, da protagonista, e vinceva la finale per il terzo posto nel campionato U14/M. Per laurearsi campione l’anno successivo. Vittoria bissata quattro anni dopo nell’U18/M sempre con la Lazio.
I suoi primi maestri sono stati due miti della porta: lo spagnolo Quico Cortes e soprattutto Timido Pompili che lo ha seguito a lungo e in campionato si è spesso alternato con lui.
Nel frattempo aveva già esordito nel 2018 con la nazionale alle Series Open di Gniezno con le quali l’Italia si qualificò per le Hockey Finals di Kuala Lumpur e l’anno dopo da titolare nella nazionale U21/M all’europeo ceco.
Nel giorno del tuo compleanno, con tutti gli amici di Hockeylove, mi piace augurarti il meglio che l’hockey ti potrà ancora riservare.





