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#nazionale HOCKEY5  BUON PAREGGIO (6-6) CON LA TURCHIA  

L’Italia soffre l’inesperienza al contrario dei turchi con mol apiù consuetudine alla specialità e subisce troppi cartellini 3 verdi e un giallo contro un solo verde che ci costano due gol. In precedenza amplissimo 11-1 a Cipro

Nella foto il penati trasformato dal capitano  Amorosini

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L’Italia di Bodnar, ufficialmente con Kotrc in panchina, sceglie la strada dei due quartetti,  il primo comprende i pisani Zoppi e Pagliara il capitano Amorosini e l’italo belga Moretto ma è con il secondo – grazie a Muzzioli – che gli azzurri si portano in vantaggio al quinto minuto. Malgrado il possesso palla prolungato esercitato dai turchi gli azzurri grazie alle ottime prestazioni di Andrea Dell’Anno non corrono soverchi rischi sino al secondo verde dopo quello di Zoppi che colpisce il pisano accasato attualmente al Rot Weiss Wettingen, quasi alla fine dell’inferiorità Kayar beffa  da distanza ravvicinata l’incolpevole Dell’Anno.
Rientrato il secondo quartetto quello in cui giostrano l’italo argentino e Espejo il villarese Ughetto il laziale Brocco e il matldeo Muzzioli arriva il sorpasso dei turchi a pochi secondi dalla sirena della  prima metà di gioco con un rovescio dalla media distanza. 

Alla ripresa delle ostilità Zoppi subisce la seconda espulsione, con il giallo, e come una sentenza i turchi registrano il 3-1. In parità Brocco riduce lo svantaggio e malgrado l’ingenuità di Ughetto (altro verde) Amorosini e non Ughetto come da referto, raggiunge il 3-3 su rigore. Implacabile arriva la tripletta di Elagoz che ci aveva già punito con una doppietta nel disgraziato indoor di Budapest, a 7’ dalla fine rimanda sotto l’Italia. Gli ultimi minuti sono il festival del gol: ai due di Brocco ed Espejo i turchi ribattono immediatamente portandosi 6-5. A 5 secondi dal termine lo shootout di Brocco è perfetto e consegna all’Italia il meritato 6-6 senza tre break … vedi mai!In precedenza i turni avevano sconfitto la temibile Cechia (7-3), mentre l’Italia aveva sepolto di gol (11-1) Cipro

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore