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#giovaningamba MANUEL DONINI DEVE RESTARE CON NOI

Protagonista con le sue parate nella qualificazione dell’HC Riva per la finale di Genova dove ha disputato un’ottima prima partita, ma potrebbe potrebbe dover lasciare l’hockey perché rientra con la famiglia al paese d’origine, sempre in provincia di Trento

Nella foto Manuel Donini con la squadra U16 dell’HC Riva

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I giovani campioni si riconoscono non solo da quello che fanno in campo ma anche da quello che dicono, come Manuel Donini giovane portiere dell’HC Riva e già protagonista nella finale U16, oltre ad aver esordito in prima squadra nell’anno della promozione in A1.

– Sei stato autore di un’ottima prestazione in semifinale e mi hanno detto che sei stato protagonista con grandi parate nella partita decisiva di qualificazione contro Superba HC , mi sei parso meno a tuo agio nella finale per il terzo posto.
È vero, ho giocato meglio nella prima partita rispetto alla seconda acconto il Cus Padova anche perché avendo subito molti goal nelle gare precedenti ero un po’ condizionato da loro e da Faggian”.
– Come hai conosciuto l’hockey?
Lo vedevo giocare dalla casa in cui ho vissuto finora che è proprio a pochi metri dal camp e quando gli allenatori dell’HC Riva sono venuti a proporre questo gioco non ho avuto dubbio alcuno sull’accogliere la loro sfida e la loro proposta”.

– Sei portiere, è stato un amore a prima vista con i cosciali?
Subito mi è piaciuto giocare in attacco e questo mi è servito sicuramente nel ruolo di portiere anche perché ho imparato a capire quello che può fare un attaccante quando me lo trovo di fronte”.
– Cosa ti piace di questo sport?
Lo apprezzo molto, perché rispetto al calcio ha meno pubblico meno attenzione ma ti dà soddisfazioni sincere che nel calcio non ci sono”.  
– Hai qualche rammarico?
Quella di oggi può essere la mia ultima partita ma le amicizie con Oscar Meneghello con Jacopo Barbine e con Zanelli resteranno sicuramente nel tempo”.

– Che cosa succede, perché potrebbe essere la tua ultima partita?
Ora torno al mio paese con la mia famiglia a mezzo lombardo, ma ammetto che mi piacerebbe molto continuare a giocare ad hockey anche perché è un ambiente in cui mi trovo bene e mi ha dato già molte soddisfazioni”. 
Sarebbe un peccato che questo giovane talento non potesse esprimere negli anni il suo valore; alla finale di Genova se l’amsicorino Michele Leviani non avesse sfoderato al contrario di Manuel una prestazione maiuscola nella finale lui avrebbe meritato il premio come miglior portiere. Tra Riva e Mezzolombardo, a Nord di Trento, c’è un’ora di macchina. Una difficoltà non insormontabile.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore