Storia

#olimpiadi (6). LA SCALATA DEL PAKISTAN E LA PRIMA PRESENZA ITALIANA

Un CT di scarso valore, una squadra poco preparata spiegano l’insuccesso finlandese nel 1952 della prima spedizione olimpica dell’hockey italiano. Frattanto crebbe il Pakistan che a Melbourne 1956 sfiorò l’oro e vinse la sua prima medaglia olimpica

Nella foto otto dei 14 azzurri dell’hockey presenti a Helsinki 1952 con i calciatori Boniperti e Meazza

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Continuo a raccontare dell’Italia dopo l’assenza ingiustificata di Londra 1948. Nel decennio della ricostruzione postbellica. L’hockey italiano approdò per ben due volte su tre alla finale olimpica. Il cammino, come scritto nella puntata precedente, era cominciato 4 anni prima. L’11 novembre del 1948, a Merano, gli azzurri affrontarono il Pakistan. CT era il genovese Lora, perdemmo 2-0, l’ossatura della squadra era genovese (Lanfranchi, Cinquetti, Florio, Puccioni, Bolognesi, Pampuro).
Poi, si cominciò a pensare alle Olimpiadi. La squadra fu affidata prima al milanese Maragliano, poi un po’ a sorpresa al genovese Bruno Gennaro, che aveva giocato con il GUF Genova, nel periodo bellico. In preparazione l’Italia giocò Cagliari (0-2 con la Spagna), Ferrara (0-2 con l’Austria) e a Sion (1-0 con una rappresentativa svizzera). A questo punto Gennaro portò gli azzurri in ritiro a Bassano del Grappa. Lavoro più da boscaioli che da hockeisti, raccontava Giampaolo Medda uno dei convocati.  Neppure il clan genovese era entusiasta tanto è vero che il miglior giocatore di allora Gigetto Bolognesi, non partì per Helsinki.

In Finlandia all’esordio fummo battuti dalla Francia 0-5 (l’11/11/51 a Lione era finita 0-0). Questi i primi olimpici italiani: Cosentino (Trieste); Lanfranchi (Genova), Micco (Moncalvo); Morra (Genova) Ravalli (Ferrara), Puccioni (Genova); Formenti (Genova), Pampuro (Genova), Baglia (Milano), Banci (Roma), Massimo Marchiori (Genova).
Nel secondo incontro, giocato a Hemmelinno, Ravalli si diede malato, subentrò Piacentini (Pisa), Gennaro fece alcuni spostamenti di ruolo, ma perdemmo anche con l’Austria (0-2). Medda era presente, ma non venne impiegato come il secondo portiere Vittorio Castellani del CUS Padova.

La spedizione finì malissimo, oltre la defezione iniziale di Bolognesi, si venne a sapere che Ravalli non era malato ma era andato a tifare l’Italia di calcio, con cui gli hockeisti avevano fraternizzato durante il trasferimento in vapore dalla Germania ad Helsinki!
La nota positiva venne dagli arbitri. Festa e Zovato cominciarono ad Helsinki la buona tradizione olimpica dei fischietti italiani.

Ad Helsinki rientrò nell’agone olimpico la Germania dopo l’epurazione postbellica. I tedeschi vennero eliminati (1-0) dall’India. Le semifinaliste furono le stesse di Londra, cambiarono gli incroci e se ne avvantaggiò l’Olanda che superando il Pakistan (1-0) approdò in finale. La Gran Bretagna ancora una volta vinse contro gli ex sudditi e conquistò il bronzo. L’India mise in luce due sikh, uno già noto Balbir Singh III che aveva già vinto, sempre da capitano, nel 1948 a Londra e si ripetè nel 1956 a Melbourne). E Udham Singh che cominciò la sua stringa d’oro (1952, 1956, 1964 Tokyo) interrotta solo dall’argento di Roma 1960.
Il Pakistan si prese la sua rivincita contro la Gran Bretagna a Melbourne nel 1956. In Australia la semifinale questa volta arrise agli asiatici, 3-2 il punteggio conclusivo. In finale un corto trasformato da Randhir Dingh diede l’oro all’India. Nei minuti finali i pakistani fallirono un penalty-bully, il nonno dell’attuale shootout. Era un ingaggio tra l’attaccante e il portiere a sette yards dalla porta.
Il bronzo andò ai tedeschi che prevalsero sulla Gran Bretagna. L’Australia partecipò per la prima volta ad una fase finale dei giochi, giungendo quinta su dodici, lo stesso numero di partecipanti di Helsinki. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore