Il centro del Monferrato, regione storica che dal 2014 è patrimonio dell’UNESCO, divenne città nel 1705. Grazie al dottor Micco lontano predecessore di Diego è una delle capitali dell’hockey italiano. Che ora vuole confermarsi e riproporsi con più forza sul panorama nazionale
Nelle foto il sindaco hockeista Diego Musumeci e una squadra, con lui quinto da sinistra in basso, dell’US Moncalvese degli anni Novanta: da sinistra in piedi: Angelo Sepia dirigente, Piero Ameglio allenatore Giulio Murreddu, A. De Bernardi Pietro Mori, F. De Bernardi, Stefano Pradissito, Teresio Gonella team manager, Mario Cerruti dirigente; accosciati Davide Barolo, Manuel Tappa, Gianluca Maccioni, Luca Renesto, Diego Musumeci, Ivan Renesto, Piero Vernagallo, Giovanni Beccaris

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L’hockey a Moncalvo arrivò a inizio Anni Cinquanta grazie al dottor Umberto Micco, che fu azzurro e campione d’Italia con il GUF Genova, oggi Genova HC, città dove divenne medico. Poi fu a lungo sindaco di Moncalvo. Oggi a distanza di tre decenni il centro del Monferrato ha nuovamente un sindaco hockeista con il vice sindaco Gianni Serra ex hockeista pure lui e anche una consigliera di maggioranza, Isabella Zuccolo, che ha giocato con la US Moncalvese femminile.
– Un comune di hockeisti?
“I primi amori non si dimenticano, e poi a Moncalvo è uno degli sport cittadini. Tutto grazie al dottore”.
– Ecco, che ricordi hai di Umberto Micco?
“Sono una creatura del dottor Micco grazie a lui ho giocato a hockey dalla prima elementare. Ci veniva a prendere in macchina sotto casa. Per me è stato quasi un nonno perso troppo presto, il ricordo maggiore che ho di lui, aldilà del suo amore nel fare le cose, resta la sua autorevolezza. La grandezza del dottore sta che già allora faceva progetti, cercava di coinvolgere la scuola. Sempre un passo avanti. Poi io sono cugino di Fulvia Clerici che con Gabriella Luparia, due delle anime della squadra femminile, sono state le mie prime istruttrici”.
– Poi sono arrivate le soddisfazioni giovani ie con la prima squadra?
“Ricordo con grande piacere quegli anni e i miei primi compagni: Davide Barolo in porta poi arrivò Pasquale Mercuri da Novara; i coetanei Stefano Pradissito Gianni Serra, Marco Ramini, Roberto Bertolotti, i fratelli Renesto, Giuliano Mureddu, Andrea Debernardi, Manuele Tappa, Kuba Mysliwiec, ma anche gli altri più grandi come suo padre, Teresio Gonella Enrico, Antoniotti, Franco De Bernardi o quelli più giovani come Luca Micco, Luca Gallo, Naresh Sharma”.
– Come è nata la passione per la politica?
“La mia idea della politica si coniuga con la parola amministrazione. Non sono iscritto a nessun partito non ho mai avuto tessere di sorta. Mi sono avvicinato per contribuire alla vita amministrativa del paese. Ho fatto prima il consigliere di minoranza. A fine mandato i miei compagni di avvenuta mi hanno proposto la candidatura”.
Questo è il concetto di politica che amo. Al servizio della comunità amministrata, sia essa comunale, nazionale, sportiva, sindacale. Nulla anche fare con il clientelismo e l’uso spregiudicato del potere.
– Che comune è oggi Moncalvo?
“Una quindicina di dipendenti fra diretti e quelli del’Unione dei comuni con cui dal 1016 abbiamo in comune il segretario generale. L’obiettivo è dare più servizi con il risparmio. Noi abbiamo puntato sulla condivisione delle scelte, che chiameranno al coinvolgimento i cittadini. Moncalvo è un comune fatto di tante frazioni, anche a distanza considerevole sparsi superficie 17 kmq. Ho puntato molto sulle proposte per alleviarne il disagio”.
– Il Monferrato cambiato, da centro vinicolo ad attuale attrazione turistica.
“Questo è accaduto dopo essere stato proclamato patrimonio dell’UNESCO, è aumentata l’ospitalità diffusa e sostenibile, i turisti hanno cominciato a conoscerci, oggi molti di loro scelgono anche di stabilirsi qui stabilmente”.
– Anche lo sport e l’hockey per le sue caratteristiche può essere volano per un turismo di nicchia, ma di grande prospettiva.
“L’attenzione verso lo sport è altissima. La piscina, per noi un fiore all’occhiello, ha bisogno di una grande manutenzione che affronteremo. Gli impianti sportivi sono affidati a una società, Unionsport, che li raccoglie hockey calcio pallavolo tamburello. Manterremo la formula consolidata, con dei correttivi per stare dal passo con i tempi e il cambiamento legislativo”.
“Conosco le necessità dell’hockey e so quello che manca per ambire a organizzazioni di alto livello. Bisogna completare il percorso dopo il rifacimento del campo avvenuto fra il 2019 e il 2020 c’è da rimettere mano alle tribune, agli spogliatoi all’accoglienza La separazione dei percorsi fra giocatori e pubblico. La cosa più urgente è creare l’area tecnica per gli ufficiali di gara”.
– Cos’altro può fare il comune per lo sport e ovviamente per l’hockey aleramico?
“Deve assolvere al suo compito di moral suasion per reclutare in ambito scolastico. Lo sport ha un ruolo educativo. Dobbiamo tornare a tornare alla festa dello sport inventata dal dottor Micco. Aiutare le società a fare un altro tipo di reclutamento, quello basilare degli sponsor”.





