Difensore di grande spessore, formato all’US Cagliari, fu per anni il simbolo della prima Polisportiva Ferrini per poi chiudere anche giovane con gli scudetti all’Amsicora e con due allenatori amsicornii svolse la sua carriera azzurra
Nella foto d’epoca Lele la Noce in maglia azzurra
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11 giugno 2024 Tanti auguri e grazie di essere stato uno di noi.
Lele iniziò con un vecchio Sandal al campo della RAI, oggi sede del tiro con l’arco, con un gruppo di ragazzini aggregati all’US Cagliari, quando la Polisportiva Ferrini è ancora di là da venire.
Però Lele La Noce fu il giocatore simbolo della prima Ferrini, azzurro di primissimo piano e poi chiuse nel 1983 una purtroppo breve carriera con l’’Amsicora con cui vinse i titoli del 1978 e del 1981.
Quando si formò la sezione hockey dei rossoblù lui giovanissimo esordì nel 1966 in Coppa Italia. L’anno successivo i ferriniani salirono dalla C alla B e conquistando anche la fase finale del campionato juniores, perdendo 2-0 la gara scudetto con il GC Macerata. Per quella finale Alberto Maxia aveva arruolato Filippo Vado, suo antico maestro, per tenere un corso accelerato di hockey a due giovani calciatori allo scopo rimpinguare la rosa risicata: erano Carletto Murgia, futuro cognato di Lele e soprattutto azzurro, e Pilleri.
Nel 1971 al primo anno di serie A la Pol. Ferrini dell’azzurro Lele La Noce fu brillante quarta. Con i rossoblù giocò sempre in serie A sino al 1977. Per poi passare all’Amsicora come già raccontato all’inizio.
L’esordio azzurro fu con il botto nei giorni dell’Epifania 1970 a Bombay, oggi Mumbai, in India in un torneo con India, (4 gennaio l’esordio) Olanda, Germania, Argentina, Giappone e Belgio. In tutto, sino al 77, ultima partita la sfortuna eliminatoria europea di Castello d’Agogna con il Galles, collezionò 30 presenze e un gol alla Polonia, lui che era difensore. Aprì con Giampaolo Medda e chiuse con Kikki Aramu due allenatori amsicorini per lui che era cresciuto alla Polisportiva Ferrini di Alberto Maxia.
Nel giorno del tuo compleanno, con tutti gli amici di Hockeylove, mi piace augurarti il meglio che l’hockey ti potrà ancora riservare.





