Gli hockeisti italiani non si riconoscono nelle nostre nazionali, non conoscono gli e le azzurre, non sanno neppure quando e per cosa giocano
Nella foto, io l’unico fra 200 a seguire Italia e trofeo Micco
________________________________________________
Luciano Pinna e Riccardo Giorgini, anni addietro nella loro ricostruzione storica sulle formazioni azzurre che si sono succedute nel tempo dal 1939 in poi, hanno intitolato una puntata “Le nazionali dimenticate”. Oggi, purtroppo, quella che è dimenticata è la nazionale italiana di maggior prestigio internazionale ovvero l’Italrosa.
Questa mattina al torneo Umberto Micco di Moncalvo mentre a Terrassa l’Italia giocava in Nations Cup – una delle maggiori competizioni mondiali – e alla fine ha pure vinto contro la Corea, ero l’unico dei 200 fra giovanissimi hockeisti genitori allenatori, dirigenti o altri interessati collegato con la piattaforma WatchHockey a a seguire contemporaneamente le nostre azzurre e le nostre giovani promesse.
In qualsiasi altro sport tutti coloro non impegnati al momento in campo o in palestra o in piscina o sulla pista avrebbero diviso la loro attenzione fra la manifestazione e la nazionale. Questo è il clima di disaffezione che i metodi adottati dal settore squadre nazionali della Federhockey ha provocato. Nessuno tra gli hockeisti che si riconosca in queste nazionali salvo i genitori della ragazze. Non c’è identità fra la massima rappresentativa e la base. Anche questa è un’occasione che deve far riflettere sul fallimento provocato da questa gestione.





