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#nazionale UN CONFLITTO TUTTO INTERNO CHE FA MALE ALLE AZZURRE 

Non si è mai visto in Italia giocare una competizione di siffatto valore senza fermare il campionato di competenza. Così non hanno potuto rispondere atlete di primissimo piano: Mirabella, Inaudi, Grinbaum, Fiorelli,  Granatto, Di Mauro, Carosso, Tirabassi, De Biase o giovani di prospettiva come Di Bella, Eschoyez, Di Paola. Aldilà di tutto sempre e comunque forza Italia, forza azzurre

Nella foto l’Itlarosa alla Nations Cup 2022. Con Justus in panchina pareggiò 1-1 e vinse 2-1 (la finale quinto posto) con la Corea, vinse con il Sud Africa (2-1), pareggiò con la Spagna (0-0), perse di misura con l’Irlanda (1-2). Speriamo faccia meglio a giungo

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Sarebbe troppo facile adesso buttare la croce sulle spalle di Andres Mondo e tanto più dopo sulle 20 ragazze convocate che andranno a difendere i colori della nostra nazionale e della nostra nazione. Partecipare a una competizione che prevede come avversarie le squadre che si collocano fra il 10º e il 18º posto al mondo è impegno davvero gravoso per il nostro malandato hockey femminile.  
Farlo per di più senza preparazione alcuna o meglio con la sola gita territoriale svoltasi in mezza giornata ad Anversa contro l’Irlanda a rincorrere la pallina da parte delle 11 schierate in campo a turno che hanno giocato minutaggi risibili per portare a casa una sconfitta di cui si è perso anche il conto e che nella migliore delle ipotesi si è fermata sul 3-0 è privo di senso. 

A monte di tutto questo c’è il colpevole errore da parte del settore squadre nazionali di essersi perso la data fissata da molto tempo dalla federazione internazionale di questa seconda Nations Cup.
Sapendolo, il San nello stilare il calendario ha potuto tenere conto della sosta per le coppe europee, mentre non essendo stato portato a conoscenza di questo fondamentale impegno internazionale ha collocato due giornate di campionato che si sovrappongono quasi perfettamente con la Nations Cup.
Questo di fatto ha privato l’head coach Andres Mondo della possibilità di selezionare le ragazze che giocano nel nostro campionato: da Mirabella a Inaudi, Di Bella e Carosso solo per citare quelle quelle recentissimamente impiegate nelle massime competizioni disputate fra l’estate 2023 e la mancata qualificazione olimpica in India. Così non hanno potuto rispondere alla convocazione altre che si sono messe in luce come la ritrovata De Biase, l’etnea Tirabassi o le amsicorine Grinbaum e Fiorelli, inoltre non è più ammissibile l’ostracismo non sportivo a cui è sottoposta Delfina Granatto. 

A questo punto non c’è stata neppure la possibilità di optare per fare una squadra di prospettiva in vista delle qualificazioni europee, che seppure molto facilitate, sono il vero traguardo di questo anno sportivo; continuare ad ignorare un autentico talento come Eschoyez o la stessa giovanissima Di Paola (ancorché ora infortunata- NdR) sempre in ottica futura è stata una pessima scelta. Scelta obbligata torno a ripeterlo dal mancato controllo sul calendario internazionale, dal dialogo inesistente fra SSN e SAN e dalla pervicacia nel non aver voluto correggere un errore così palese e così marchiano.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore