Fu una delle colonne del CUS Torino, uno dei leader del movimento master italiano. Uomo integerrimo, per questo dal carattere non facile, dotato di grande umanità e competenza
Nella foto Cesare Roluti premiato a una competizione master da Sergio Melai
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Aveva compiuto 74 anni il 18 gennaio se il male non lo avesse da tempo aggredito avrebbe continuato a giocare con i suoi compagni come Alfredo Serra e Kikki Schmitt. Invece la sua assenza dai campi di gioco perdurava ormai da anni, ma è sempre rimasto vicino alla sua ultima creatura, l’hockey Torino, di cui però aveva ceduto la presidenza a Domenico Serra.
Cesare fu uno del migliori portieri di sempre del CUS Torino, che da Piermassimo Massa a Giancarlo Caggiano ne ha visti di ottimi, e aveva saputo prolungare la sua giovinezza sportiva con il mondo master.
Anche se con i veterani predilesse i ruoli di campo. Se questo è l’hockeista, l’uomo Cesare, nome imperiale, corroborato dal real baffo sabaudo e è una delle figure di spicco dell’hockey torinese, per molto tempo.
A suo merito va ascritto di essere stato uno dei primi e fra i più attivi nel movimento dei veterani in Italia, costruendo addirittura una società l’Hockey Torino che di questa categoria è uno degli esempi meglio organizzati. Anche se nelle ultime stagioni ha svecchiato notevolmente la formazione.
Ricoperse anche importanti ruoli federali sia in sede regionale, come vicepresidente del comitato FIH che a livello nazionale dove ancora era inserito nel settore dell’impiantistica sportiva.





