Come alle Olimpiadi le federazioni internazionali dipendono per molti versi dalla volontà del CIO, in sedicesimo anche in questa manifestazione gli sport inseriti fra cui l’hockey – devono adeguarsi alla scelte degli organizzatori, ma uno spazio di manovra c’è.
Nella foto la squadra Embriaco A (Genova HC), seconda classificata al Ravano 2024, premiata dal direttore del torneo Massimo Canepa
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La Liguria è un laboratorio di iniziative rispetto alle attività promozionali e di reclutamento che tendono alla successiva composizione dei settori giovanili.
Il trofeo Ravano, con la Coppa Liguria, è certamente una delle tappe fondamentali di questo percorso. Va riconosciuto al presidente regionale Franco Melis la capacità di aver inserito l’hockey in siffatta competizione.
Le numerose società genovesi che partecipano al Ravano sono ora di fronte a un bivio: privilegiate l’aspetto ludico promozionale o tendere a un livello più elevato di congiunzione con l’attività federale? Entrambe le ipotesi hanno punti di forza.
Portare all’interno di questa manifestazione moltissime bambine e bambini offre all’hockey una grande vetrina. Con il rischio peraltro che le iscrizioni crescano a dismisura andando a diminuire i tempi effettivi di gioco. Considerato che aumentare gli spazi fisico all’interno del padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova non dipende dall’hockey, ma dagli organizzatori.
Presentare un numero di squadre inferiori ma con più alto livello tecnico consentirebbe alla stessa vetrina di essere più accattivante mostrando l’aspetto migliore della nostra disciplina.
Gli organizzatori del trofeo Ravano non prevedono, almeno per l’hockey, fasi eliminatorie. Allora come superare questo empasse?
In collaborazione con gli istituti che aderiscono al trofeo e che sono comunque scuole che hanno già un contatto con l’hockey, sarebbe possibile prevedere fasi interne – non organiche al trofeo stesso ma propedeutiche alla sua fase ufficiale – che consentano l’iscrizione di squadre più performanti.
Le scelte ponderate e preventive governano uno sviluppo efficace ed efficiente, va bene lo spontaneismo ma è fondamentale – arrivati a certi livelli – l’organizzazione e la capacità di prevedere scenari futuri che dipendano dalle proprie azioni e non dalla volontà di terzi.
Proprio dalla volontà di agire può nascere – viste le lacune regolamentari una diversa gestione del corto, l’introduzione del rigore, una differente interpretazione del fallo laterale, una più adeguata allocazione dei tecnici rispetto al perimetro di gioco.





