Nazionale Storia

#50esimo NAZIONALE (20):  LA MAGLIA AZZURRA E GLI ITALIANI NATI ALL’ESTERO UNA STORIA CHE RISALE AL 1939

Gli oriundi dello sport italiano sono prevalentemente sudamericani e fra di loro prevale la scuola argentina; sono loro che dagli Anni Trenta del secolo scorso, prima nel calcio e poi in altri sport, hanno dato il via all’importazione di talenti sportivi italiani nati e cresciuti all’estero. Prima però l’hockey utilizzò altri europei e persino egiziani 

Nella foto Julien Dallons è l’oriundo europeo con maggior numero di presenze e gol azzurri: 36 con 16 reti, di cui 7 indoor con 6 centri.

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Nella lunga vicenda delle nostre quadre nazionali –  ho già dedicato 19 punte alla maschile e 4 alla femminile –  vorrei scrivere di altri italiani di scuola estera, che hanno preceduto gli italo argentini.
Il primo giusto a fine Anni Trenta, con 9 presenze fu, il radiologo genovese Franco Neumayer uno svizzero – in patria dedito all’hockey su ghiaccio – arrivato in gioventù, prima della guerra, nella Superba. Dove ottenne la cittadinanza italiana. Un tedesco, Klaus Pudel, sempre del GUF Genova giocò in maglia azzurra, nel 1942 contro la Svizzera, senza neppure avere il passaporto italiano.

Ancora a Genova arrivò da Alessandria, dopo la fuga dall’Egitto degli europei a causa della nazionalizzazione del canale di Suez nel 1956 ad opera del regime Baath di Nasser, l’italo-anglo- egiziano Fernando Duranti, celebre per aver messo a segno l’1-0 in una storica vittoria contro la Spagna. Più di 50 anni dopo un egiziano 100%, Sameh all’epoca alla Tevere Eur, vestì l’azzurro in un R1 di World League.

A inizio anni ‘90 fu la volta del talentoso, ma atleticamente svogliato, italo-tedesco Markus Capone, raccomandato dal padre italiano all’HC Roma di Enzo Corso. Tra il maggio 1989 e l’ottobre 1991 mise insieme 34 presenze segnando 9 gol. Poi arrivarono altri due italo-tedeschi Daniele Cioli, anche ottimo indoorista, e il portiere Enrico Francesconi.
L’ultima infornata europea arriva dall’emergente scuola belga che ha offerto i due giovani talenti Julien Dallons, Francois Sior e ultimo Marco Moretto, il secondo e il terzo ancora in attività.

A livello di nazionali giovanili, anche qui l’Europa è stata prodiga. L’italo-olandese Fabio Blom, figlio dell’azzurra Antonella Cecca, e il tedesco dell’SC Műnchener, Förster hanno contribuito ai buoni risultati negli ultimi anni. L’italo inglese Cottam e l’ispanico Consul completano questo gruppo 

La prima azzurra di scuola estera, irlandese, fu Enza Ferrero ai mondiali di Berlino del 1976. Arrivò a Torino nel Rassemblement di Carlo Bagliani. Poi fu la volta, nel 1983 in Coppa Europa di una campionessa del mondo: l’olandese, italiana per matrimonio, Madelon Belien-Dagai. La fece esordire il connazionale Joost Bellaart.
Importante anche il contributo di due coppie di sorelle italo-olandesi Daniela e Sabina Zampetti, fra gli anni Ottanta e Novanta, Alessia (campione mondiale indoor) e Chiara Padalino che debuttarono nel 2010. Fra loro a fine anni Novanta si inserì la italo tedesca Torretta che nel Champions Challenge 2003 di Catania giocò con altre 6 italo-argentine. E poi tornò in azzurro nel 2007 con Franco Nicola. Diversamente italiane, ma davvero fondamentali per la penultima Italrosa, poi sono state Agatha Wybieralska e Maryna Vynhoadova, l’ucraina di Cagliari ancora impiegata nell’ultimo euro Championship indoor a Berlino 2024.
Modesto l’apporto di italo-europee alle nazionali giovanili e tutto nel corso degli ultimi anni (2015-2021) : le olandesi Welleman van Winkel e la tedesca Musci. 

Se qualche nome fosse sfuggito alla mia rapida carrellata, prego il lettore attento di ricordarlo a futura memoria.

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore