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#nazionale LA NUOVA ITALROSA PROVA A RIPARTIRE DALLE NEO ARRIVATE DALL’ARGENTINA 

In vista un paio di  raduni – date probabili nelle settimane centrali di aprile in coda alle giornate di campionato – aperti soprattutto alle hockeiste appena sbarcate in Italia o che non abbiano ancora avuto occasione di proporsi. Chieste segnalazioni agli allenatori di club. Però un’altra strada c’è    

Nelle foto Eleonora Di Paola potrebbe essere lei la giocatrice simbolo della ripartenza 

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L’eliminazione olimpica nella fase di qualificazione svolta a Ranchi in India nel mese dei genano ha lasciato inalterata la guida tecnica della squadra azzurra, nonostante l’accesso a Parigi 2024 fosse uno dei punti programmatici espressi per iscritto della consiliatura federale 2021/24.
A distanza di oltre tre mesi, il letargo si potrebbe interrompere con questa presa di contatto con forze nuove. Detto che ogni tentativo merita di essere giudicato ex post e non a priori, penso che una maggiore onestà intellettuale dovrebbe portare a una diversa considerazione. 

Da oltre un ventennio si ”sogna” di quadriennio in quadriennio, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Allora, perchè non cambiare le regole d’ingaggio? Con progettualità e programmazione a lungo termine. La povertà del nostro movimento e il reiterato ricorso a giocatrici di scuola, estera, che ho sempre pubblicamente e anche in privato direttamente ringraziato per il loro impegno, non consente tutto ciò.
Proporre un nuovo obiettivo “Los Angeles 2028” non so se sia più ingenuo o folle. Pari al “Io vado a Pechino” piuttosto che il “Road to London” e così a seguire per Rio, Tokyo e ora Parigi 2024. Un obiettivo possibile, non è detto probabile, può essere fissato per Brisbane 2032, anche e forse più per la maschile. 

Allora perchè non investire sulle under 16 di oggi tenendo in vita le migliori italiane che potrebbero supportare quel percorso e magari arrivarci pure? Sostegni mirati – anche presso club esteri – per chi aderisse al progetto e contemporanea creazione di un gruppo totalmente nuovo e giovanissimo sono al momento la sola soluzione credibile per rifondare l’Italrosa.
Ogni speranza di pescare il jolly fra una delle ragazze volenterose arrivate nei nostri mediocri campionati o anche fra le professioniste che giocano in Europa ha già dimostrato la fallacia del ragionamento. 

Da Ayala, Azzaro, passando per Castiglioni, Pontet Briant sino a Zappulla ma ne potrei ricordare almeno altre 60, a cosa sono servite? Soprattutto cosa ci hanno lasciato? Allora ripartiamo da Di Paola, Frias, Eschoyez, Melis, Sirigu, Marri, Lanzano, Pericoli, Panieri … e anche qui ne potrei segnalare almeno un’altra ventina.

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore