Mi piacerebbe intervistarlo e sentire la sua opinione sul settore feminile, oggi. Ad esempio sulla questione Italrosa, sui campionati, sui vivai. Non è possibile. Certo che in un ipotetico tavolo di lavoro celeste lui c’è. Aldo aveva combattuto un male cattivo, insidioso, ha lottato a lungo, sostenuto sempre dall’affetto della moglie Anna e delle figlie Guendalina e Elettra. Ecco la sua storia
Nella foto Aldo Rampone
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Sono trascorsi già tre anni dalla ferale notizie del decesso. Però vale la pena di ricordarlo per tutto ciò che ha fatto, spesso poi vanificato da successori meno accorti e lungimiranti.
Braidese marito di Anna Maria Puglia e padre di due ottime giocatrici, Elettra e Guendalina, con la moglie e altri fondò l’HF Braidese alla fine degli Anni Sessanta. La società poi assunse diversi nomi (Mondo Rubber, Foto Giacosa …) e sarà per anni fiera rivale della più famosa HF Lorenzoni, sino poi a cedere alle neroturchesi i suoi elementi migliori, che hanno contribuito ai successi dell’hockey femminile braidese. Fu su sua spinta che nell’anno sportivo 1981/82 prese corpo e nacque il primo comitato femminile. All’epoca, Aldo Rampone, era consigliere federale sotto la presidenza Triglia. Le società che svolgevano attività femminile in quell’anno erano 39, su 114, pari al 34% del totale.
Purtroppo il comitato, come tutti quelli successivi, pur decidendo documenti importanti non trovò adeguato ascolto nel governo federale dell’epoca. Inutile ricordare qui ora l’inedia che nei decenni ha seguito quell’intuizione. In quel periodo, e sino alla pensione, fu dipendente RAI presso la sede di Torino e si adoperò anche per promuovere la prima comunicazione televisiva dell’hockey. Da tempo Aldo aveva abbandonato l’attività dirigenziale, ma seguiva ancora l’hockey e la moglie Anna Grazia una delle dirigenti europee più attive del nostro hockey.





