Ha lanciato la sua campagna elettorale personale, sapendo che la riforma statutaria che ha imposto non consente ai voti di FIUF e FIGL di supportare i consiglieri della sua lista. Promette posti a discapito di chi lo sta sorreggendo. Tutto questo in gran segreto
Nella foto la cruda realtà del risiko elettorale
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Alcuni consiglieri e altri ingenui credono alla favola del Mignardi che si “accontenterebbe “ di fare il presidente di facciata per un quadriennio lasciando poi spazio e un delfino e da subito la gestione federale. La realtà è che già ora Mignardi ha lasciato spazio a Pagliara alle nazionali, a Camporese al femminile, a Valdinoci agli arbitri, a Faccioli al SAN a Grossi per i tecnici, ma di fatto ha tenuto per se il bilancio e i cordono della borsa: vedi Eleven, gli impianti o consulenze pesanti. Ecco senza un reale controllo sulla spesa pensare di gestire la FIH è come guidare un’auto senza serbatoio. Inoltre, il problema concreto è che ha promesso troppo a troppi sapendo che non potrà mantenere tenuto conto della drastica riduzione dei posti che – anche in caso improbabile di vittoria gli servono i due terzi dei consensi1 – potrebbe garantire ai suoi
Sono queste i numeri che toglieranno il sonno ai consiglieri uscenti. Mignardi un paio di poltrone le ha già promesse (a un terzo romano e a un cavallo di ritorno) e altre le proporrà. Poi ci sono i 3 posti dedicati ad atleti e tecnici, che nessuno vuole, Faccioli lo rifiutò, e altri li presero malvolentieri, perchè sfuggono alle logiche societarie delle preferenze e di certo quel bacino non lo controlla Mignardi. Le preferenze che le liste avranno a loro disposizione dovranno calare a 4 se non a 3 dalle attuali 5, perchè gli eleggibili in rappresentanza degli affiliati hockeisti scendono da 7 a 5. Ancor più difficile fare cartello.Inoltre, se Mignardi spera sul soccorso di floorball e lacrosse (chi vive di speranza … ) i consiglieri non possono perchè per loro il voto è separato per sport.
Oltretutto per superare l’ostacolo dei tre mandati è stato posto il vincolo dei due terzi dei suffragi. Anche qui la speranza di Mignardi è di scavalcare la legge dello Stato con una delibera e siamo alla seconda incognita incombente su quella che avrebbe dovuto essere un’investitura plebiscitaria. Se così fosse per il consiglio rientrerebbero in gioco anche Pagliara e Bonacini con il quorum al 50%+1.
Allora con il risiko delle preferenze, quello del genere, quello dei “nuovi amori”, la rappresentanza delle due nuove divisioni – sempre ammesso che la lista Mignardi decolli e poi non prenda comunque una batosta colossale – per Calonico, Corsi, Faccioli, Grossi, Spignolo, ma anche Camporese e Marchiori la porta del consiglio 2025/28 resterà chiusa senza remissione. Una via d’uscita? Smarcarsi da una conduzione che sta portando l’hockey al naufragio.
- vedi Decreto-legge del 22/06/2023 n. 75 Articolo 39 bis coma 2 ↩︎





