L’arbitro genovese dopo il soddisfacente cursus honorum in ambito internazionale ha altrettanto brillantemente concluso la sua carriera universitaria
Nella foto Alessio Fiorenza si fa piccolo piccolo al cospetto dell’amplio atrio e relativo scalone dell’ateneo genovese nella storica sede di via Balbi
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Alessio Fiorenza ha portato a casa il primo decisivo atto della sua vita: il titolo che gli schiude la strada di una carriera da cui da tempo ambisce. Ha discusso con successo una tesi sulla giurisprudenza della corte europea sull’art.3 la convenzione europea dei diritti umani.
Intanto i prossimi passi sono i 18 mesi di praticantato poi l’abilitazione tramite concorso alla professione di avvocato e anche quello da magistrato.
Nel frattempo la sua presenza nell’hockey è cresciuta di importanza e responsabilità. Da quando alla scuola media Gigi Esposito lo avviò alla carriera di portiere nelle giovanili di Superba; poi alle superiori in diversi lo spinsero a intraprendere il percorso arbitrale che ebbe il primo importante salto di qualità sotto la gestione Marrari.
Lui però – e in questo rivendicò grande merito avendolo sempre difeso anche quando nella sua società c’era chi non perdeva occasione per criticarlo e perfino minacciarlo – non ha mai lasciato l’impegno che assunse giovanissimo prima di collaboratore poi di responsabile del settore giovanile.





