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#intervista PAOLO DELL’ANNO: LA VITTORIA? UMILTÀ, LAVORO, VOGLIA DI IMPARARE 

Il presidente dell’HP Valchisone fa sue le parole di Agustin Ceballos e spiega come è nata la macchina da guerra che partendo dalla valle ha conquistato l’Italia

Nella foto Paolo Dell’Anno

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All’appuntamento telefonico Paolo Dell’Anno si fa trovare in montagna, dopo i festeggiamenti di domenica e l’ovvio calo di tensione, si ritempra nella sua valle dove ora ha ancora più chiara l’entità dell’impresa.
– Dietro ogni successo si nasconde qualcosa che non deve essere per forza segreto. In questo caso cos’è?
Faccio mie le parole di Agu Ceballos: essere umili, lavorare molto, avere sempre voglia di imparare. Quando ottieni questi risultati, avendo seguito questi principi, il successo non può essere casuale; il percorso lo dimostra”.

– Avete lavorato molto sul gruppo si è visto con la partecipazione allargata.
Abbiamo portato a prato tutti i ragazzi che hanno preso parte al girone preliminare. Giustetto, Tosello, il secondo portiere Monardo e anche Durand che si è sempre allenato senza mai scendere in campo e Lingua e Solera che hanno giocato una delle due partite ciascuno. Lingua facendo anche gol e Solera andandoci vicino”.
– Entriamo nell’ambito delle gestione della squadra e della panchina.
Il grandissimo lavoro che ha fatto Ceballos in allenamento si riversa nella gara dove lui è impegnato in campo e per questo abbiamo un piano programmato anche sui cambi che però ho libertà di gestire. Avere la fortuna di avere elementi come Aimetti, Longo, Racca sempre pronti a entrare semplifica le cose”.

– Come avete preparato la finale con l’HC Bondeno?
Sappiamo che non mollano mai lo hanno dimostrato in semifinale. Lo scorso anno erano stati bravissimi a recuperare su un nastro errore. Con il Bondeno non puoi giocare subendo il loro contropiede perchè Succi è micidiale, per questo abbiamo giocato con possesso palla, in modo accorto cercando di scoprirci il meno possibile. L’unica nota negativa, se la vogliamo trovare, sono i tre rigori non segnati nelle due gare di cui due in finale. Il fatto di aver vinto nonostante questi errori dimostra che siamo squadra di livello”.

– Ho visto Franco Ferrante in grande spolvero, molto più positivo rispetto alle altre prestazioni.
Edo (Dell’Anno – NdR) si è fratturato il malleolo la vigilia diNatale, ha fatto un recupero eccezionale grazie ai nostri fisioterapisti, ma non poteva essere al massimo. Minetto è il valore aggiunto, anche se manca la costanza delle presenze ma lui fa la differenza. Alberto Ughetto è il capitano, non si discute; gli Alifredi sono giocatori che in qualsiasi altra squadra giocherebbero nel quintetto base. Abbiamo dato spazio anche a due 2007. Andrea è cresciuto ancora e fare i raduni con alcuni degli avversari lo ha aiutato avendoli potuti studiare.”

– Poi ci sono quelli che rientreranno come Michele Ughetto.
Certo, a questo proposito devo correggere una cosa. Dalen Grosso rientrerà per il prato”.
Infine, ci sarebbero alcune frecciate arrivate durante discorso: gli errori provocati in passato da terzi intrusi al tavolo ai danni del gioco e della DTC; la mancata grazia a Bianciotto; il campionato all’aperto con l’avvio troppo ravvicinata  alla conclusione dell’indoor, ma questa settimana non è tempo di polemiche. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore