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#nazionale L’ITALROSA RENDE PIÙ AZZURRO IL MATTINO DI RANCHI

La partita dei numeri dice che l’Italia ha fatto più possesso palla, il Cile è entrato più volte in area ha tirato di più e preso più corti (3-1) però è l’Italrosa che tinge di azzurro di cielo di Ranchi

Nella foto un momento di Cile Italia (2-2)

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Anche se la partita è finita in parità, finalmente posso scrivere di una vittoria, meritata, dell’Italia. Con la solita immancabile Caruso e Carta che, con Bormida, ha preso per mano la squadra. 
Come è già accaduto l’Italia si sveglia nella seconda parte del torneo, quella che ritiene più facile come all’europea a Mönchegladbach e in Nations Cup a Valencia, quando riesce a togliersi di dosso il clima malsano di un’ambiente che stenta a comprenderla, darle più fiducia autentica e meno pressione.

La cronaca. L’Italia è chirurgica nel secondo quarto sublimato da uno dei più bei gol del torneo realizzato da Federica Carta con un rovescio incrociato da sinistra a destra dopo una superba entrata in area che non lascia scampo a Cerda. Ribalta così dopo il gol di Bruni quattro minuti prima il punteggio
Questo dopo un primo periodo dominato dalle cilene che solo al 13’ con Tala dopo l’incrocio dei pali nell’unica occasione che santa Lucia Caruso non mostra al popolo hockeistico di Ranchi e del mondo una serie dei suoi consueti miracoli.  

Il terzo periodo ripropone l’inerzia del precedente con le azzurre in avanti, poi quando il Cile sembra prendersi il pallino e addirittura l’arbitro concede un corto che opportunamente le azzurre contestano e la videoanalisi dimostra  che il piede di Dalla Vittoria lo ha visto solo la neozelandese Turner; Bormida vince con furbizia il conseguente bully e rimette l’Italia in linea di galleggiamento. 
Poco dopo è Carta a costringere per una serie di falletti Valdivia al giallo che riporta il gioco in chiave azzurra. Rinaldi da terra ha la palla del possibile 3-1, ma era difficile. Poi un’ingenuità di Dalla Vittoria e un intervento involontario ma scomposto di Moras nell’ultimo minuto ribaltano la superiorità numerica e Ananias ci grazia con un fallo di piede, sola a due metri da Caruso.

Nell’ultimo quarto le azzurre sono un po’ alla corda il Cile è più propositivo, ma mai veramente pungente salvo in una occasione. Nell’ultimo minuto le azzurre cercano il tutto per tutto e con Rinaldi e Bruni hanno tre palle gol nella stessa azione. Peccato. Ma tanto ci sono gli shootout, una benedizione quando in poeta c’è santa Lucia Caruso.
Adesso ci ritroveremo di fronte la Nuova Zelanda e vedremo se a mente libera il divario è davvero 3-0 o come avevo ipotizzato in sede di pronostico potrebbe non esserci proprio. Forza Italia sempre e comunque.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore