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#incidente CAUTO OTTIMISMO PER FRANCESCA RUFFI 

Stabilizzati i parametri basici l’equipe del Brotzu di Cagliari programma il primo intervento volto a ridurre la complessa condizione ortopedica

Nella foto il luogo dell’investimento nella zona di Pirri

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A una decina di giorni dal terribile incidente stradale, che ha visto Francesca Ruffi vittima di un pauroso investimento sulle strisce pedonali nei pressi di casa quando di prima mattina si stava recando al lavoro, le sue condizioni generali sono in via di miglioramento.
Uscita dal coma, permane la sedazione e l’intubamento, ma Francesca risponde agli stimoli e riconosce i familiari che l’hanno sempre seguita malgrado il ricovero in terapia intensiva al Brotzu di Cagliari. Presente anche il padre Kikko Ruffi che era già rientrato dalla Spagna con la moglie per le festività natalizie.
Nei prossimi giorni forse già in settimana, Francesca, scongiurati i problemi più gravi, potrebbe subire i primi interventi volti a ridurre e ricomporre le numerose fratture a partire dal braccio. Il quadro clinico resta complesso e i tempi di cura degenza e riabilitazione si preannunciano tutt’altro che brevi.

Francesca è la sorella maggiore di Marta e Maria entrambe molto note nel mondo dell’hockey, ma anche Francesca ha giocato da ragazza nelle giovanili dell’Amsicora, allora seguite dal padre.
Frattanto, proseguono le indagini della polizia giudiziaria che ha interrogato l’investitrice: una taxista, che fuori servizio viaggiava su un auto a noleggio su cui sono state trovate inequivocabili tracce dell’incidente. Grazie a testimonianze, successive all’accaduto, e al rinvenimento di alcuni reperti gli inquirenti stanno completando il quadro probatorio, malgrado le prime contraddittorie dichiarazioni della taxista, costituita due giorni dopo il fatto. 

La prognosi al momento resta indeterminata e solo dopo i primi interventi operatori il quadro potrà essere sciolto. Altissima l’attenzione, la solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità dell’hockey italiano le cui preghiere si affiancano a quelle della famiglia Ruffi.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore