In Toscana si decidono due delle 8 (novità) finaliste della juniores indoor. Al palaBonini va in scena uno spareggio imprevisto frutto del buon senso di Bondeno e San Giorgio che chiude una storia di esemplare degrado organizzativo gestionale
Nella foto un possibile quintetto del CSP San Giorgio
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Sabato poche patite in programma, perché incombe Natale e le sua gioiosa sequenza di feste. Saranno impegnate solo le squadre juniores, in particolare quelle indoor del Nord Italia e due femminili cagliaritane (CUS Cagliari – Pol. Ferrini) a 11 per decidere se alla finale nazionale andrà la SG Amsicora o Pol Pol Ferrini che è costretta a vincere, ma senza obblighi di punteggio, avendo dalla sua la differenza reti negli scontri diretti con le ragazze di Mili Ceratto.
Nell’U21/M al coperto si gioca, ancora a Pisa, la terza e quarta giornata del girone di sola andata che manderà due finaliste al PalaBonomi di Castello d’Agogna il 17-18 febbraio 2024.
CUS Pisa super favorito avendo già battuto due delle quattro liguri, ma Savona HC ancora in corsa nonno nonostante il 2-6 dubito dal Genova Hockey 1980 e grazie al 4-3 inflitto a Superba, che a sua volta ha battuto 5-1 il Genova HC che ormai è l’unica fuori dai giochi. Sabato però tutte le 5 partite in programma possono essere decisive per il passaggio del turno.
Alla fine è stato messo in calendario, dopo una serie infinita di cambiamenti nei sotto gironi e di formule, lo spareggio fra le due seconde dei tornei eliminatori che avrebbero dovuto decretare le due finaliste per il torneo scudetto previsto a 6 già dalla guida pratica e poi ribadito da più comunicati ufficiali anche del SAR Veneto, ma messo in discussione da una lunga querelle fra SAR Veneto e società fatta di e-mail e WhatsApp.
Alla fine la pazienza e la disponibilità di due società – CSP San Giorgio e HC Bondeno, che fanno dell’hockey giocato il loro mantra – ha permesso di individuare nel Pala Bonini la sede di un doppio confronto fra i due club per decretare la terza finalista di Nord Est dopo HC Riva e HC Villafranca.
Già, perchè le finaliste dei questa zona sono cresciute a 3. Subito sembrava a discapito della seconda del girone C (Liguria – Toscana) poi la genialata dell’allargamento a 8 (vedi CU 71 del 15 dicembre) ha permesso di accontentare più o meno tutti (ne ha fatto le spese solo l’HT Bologna) con la contemporanea risoluzione dell’inghippo nato con le due tardive (mai recepite prima da nessun CU) di Valverde indoor e PU Messina che hanno creato senza darne notizia il girone E successivamente alla pubblicazione del CUS 14 dell’11 agosto peraltro modificato il 21/8. Finale a 6 ribadita ancora il 17 ottobre dal CU 36.
Questa è una delle tante storie esemplari che hanno portato al dissesto (se fosse una banca sarebbe già intervenuta la BCE oltre BankItalia per decretarne la chiusura) del sistema di gestione dei campionati, che ormai non fa più neppure capo al SAN e che coinvolge a cascata anche i SAR che sino alla primavera 2021 sono stati il fiore all’occhiello gestionale della federhockey





