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#donna TRE HOCKEISTE OGGI COMPIONO GLI ANNI

Silvia Brizio, Barbara Mannino, Roberta Rosa, Chiara Tiddi li ha compiuti l’altro ieri. Un occasione per riflettere sul ruolo che le donne hanno e che potrebbero avere in un mondo migliore. 

Nella foto le donne degli ultimi compleanni. Tutte super, come tantissime altre

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Sono diverse, qui sta la loro ricchezza. Nei tre auguri di oggi, come in quello di due giorni  fa a Chiara ne tratteggio le caratteristiche diametralmente opposte, ma comunque leader in campo e/o fuori.
Da alcuni mesi, parlando con gli amici, con moltissimi amici, affermo che il prossimo presidente o la prossima a presidente, perchè la certezza è che sarà diversa o diverso, nulla osta che cada il tabù della prima presidente donna della federhockey. Se poi così non fosse cominciamo a rompere uno schema. A ipotizzare un percorso.
Sono donna il presidente della commissione europea, del parlamento di Strasburgo, del governo italiano, della banca centrale europea, la vice presidente degli USA, lo sarà la prossima sindaco di Milano c’è già stata in Confindustria, alla camera dei deputati, in senato e nel mondo della politica estera americana, a capo della più grande democrazia del pianeta, Indira Gandhi, come sul trono inglese le due regine più longeve della storia. Tutto questo non ci dice niente?

Nel nostro hockey abbiamo avuto allenatrici donne alla guida di squadre maschili, Possali e Spitoni, team manager azzurre oltre Tiddi anche Rodo, alcune fra le arbitri più rilevanti a livello internazionale vedi Spitaleri, Tommasi o oggi Mockaitité e Amorosini. 

Nel consiglio federale però quasi tutte – quelle poche – sono entrare nella quota rosa delle atlete e quando dentro sono state messe all’angolo. Anche nelle società le presidenti si contano: Belien, Mussina, Pisani, Serra, Spagnulo forse qualcuna mi sfugge, ma anche in passato sono state pochissime. Poi ci sono giovani brillanti e persone di valore: Marta Ruffi, Lorenza Di Guardo, Elena Carletti, Alessandra Arscone, Martina Marchiori, Eleonora Di Mauro. Ecco una rubrica nata in un momento buio – erano i tempi del Covid – un modo per raccontare tramite tante storie la nostra storia. Oggi ci dà l’opportunità di ragionare su un tema con il quale è bene cominciare da subito a fare i conti. Una maggior presenza femminile nelle stanze delle decisioni.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore