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#indoor DOPO TORINO LA PAROLA AGLI ALLENATORI: MATHIAS MALUCCHI 

Il secondo concentramento, che ha seguito quello di Pisa, visto dagli allenatori che non si limitano a parlare delle loro squadre

Nella foto Mathias Malucchi sullo stesso sfondo usato per gli altri suoi quattro colleghi maschi, all’appello manca solo Lali Rivero unica allenatrice donna di questo campionato

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Il giro dei pareri con i sei allenatori delle squadre che compongono la massima divisione indoor si conclude con il tecnico di CUS Pisa mentre con Lali Rivero del Milano HP ci diamo appuntamento alla prossimo occasione.
 Mathias Malucchi è il più giovane coach dell’élite e femminile, ma ha le idee chiare e una buona dose di modestia: “È evidente come rispetto al passato il rendimento si stia abbassando, non solo nell’indoor. Questo porta a partite con risultati molto stretti e un livellamento al basso. Ammetto la mia inesperienza a livello senior, da domenica prossima ciò che abbiamo fatto non benissimo spero possa essere migliorato”.

– Cosa ti ha colpito in questi due doppi turni?
A livello tattico le scelte si concentrano su due tipi di gioco: il blocco alto, attuato da chi ha panchine lunghe o lo stazionamento difensivo nella propria metà campo per restringere gli spazi, anche per compensare dirti tecnici”.
– Il CUS Pisa ha una panchina abbastanza lunga.
Sì infatti, ogni venerdì’ la mia convocazione è fatta in base a scelte che tengono contro anche delle avversarie. Io valuto la mia rosa dai 16 ai 20 anni. L’arrivo di Maria Torbol ha dato sicurezza a me e alla squadra. Piccinocchi, Corradini, Trafeli in porta cresciuta tantissimo sono giovani, ma danno qualità; mentre l’ucraina Moroz è rientrata in patria. In prospettiva lunga potrei pensare anche a Taglioli, Messerini e Angela Russo un portiere giovanissimo di grande prospettiva”.  

– Della altre squadre e del raduno azzurro cosa pensi?
Riva è la squadra più giovane avrà il picco più alto di miglioramento. La fatica dell’allenamento della nazionale può avere influenzato qualcuna, ma le mie hanno risposto in maniera positiva. Erano in forma e cariche.  Il nostro obiettivo generale è entrare nelle 4. Ogni gara è una finale, Questo ci deve spingere a dare sempre il 100% non si può né di dece sottovalutare nessuno”. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore