Il secondo concentramento, che ha seguito quello di Pisa, visto dagli allenatori che non si limitano a parlare delle loro squadre
Nella foto Berrino e Faggian confronto di opinioni
______________________________
Il giro dei pareri con i sei allenatori delle squadre che compongono la massima divisione indoor prosegue con due tecnici che amano in modo particolare la socialità invernale. Gualtiero Berrino guida la squadra che negli ultimi 15 anni ha vinto 11 titoli, gli ultimi dei quali sotto la sua gestione e l’ultimo in particolare e con una squadra quasi completamente braidese. Mirko Faggian arriva dalla scuola padovana che sino dai tempi dei fratelli Matteraglia, Spoldi, Gioga, fra i pali, ha espresso talenti in successione
Faggian mette subito in evidenza il punto dolente: “Il nostro movimento è carente negli allenatori e di conseguenza ne patisce livello tecnico delle atlete. Noi dovremmo trovare il modo di formare in casa le giocatrici”
– Veniamo alla tua impressione del CUS Padova
“Sono contento del gioco espresso nelle quattro partite non credevo di fare così bene con questo gruppo praticamente da subito. Tenuto conto – che pur avendo un impianto a disposizione – venivamo da soli 7 allenamenti indoor nelle gambe, in uno sport in cui poco è lasciato all’improvvisazione. Anche nell’8-2 incassato a Pisa dal Milano le ragazze hanno risposto al meglio delle loro possibilità. La differenza l’ha fatta lo sbandamento a seguito di un incidente che ci è costato tre gol in rapida successione. Ad esempio solo una settimana dopo con Lorenzoni abbiamo dimostrato di poter giocare alla pari e nel quarto periodo dopo la rimonta sino al 3-2 su due corti nel finale abbiamo avuto l’occasione per pareggiare”.
– Complessivamente cosa hai notato?
“Nel secondo concentramento le squadre che avevano ragazze al raduno azzurro hanno pagato quei tre giorni di lavoro, forse più di tutti il Milano che ne aveva il numero maggiore. In generale penso che noi allenatori chiediamo alle nostre atlete cose che non sono in grado di fare . Lo faccio anche io. Capisco e vedo che fanno fatica ma ammetto che sono fantastiche per impegno e volontà. Anche sui corti il limite spesso è tecnico, un conto è se hai o meno la specialista e quando c’è dev’essere in campo in quel momento”.
Più abituato allo standard del campionato italiano Berrino è meno drastico: “Il livello del gioco rispetto al poco tempo avuto a disposizione dallo stacco con l’11 è stato buono. Lavorare una settimana non è sufficiente. Il risultato dei primi due concentramenti è un work in progress. Dopo anni di vittorie ho un gruppo nuovo (anche fra le giovani mancano Bassi e Pajtesa entrambe all’estero – NDR), a Torino è venuta meno Piccolo perché infortunata con la U21. A questo punto devo dire che ho buone speranze visti i risultati ottenuti nel poco tempo a disposizione. Più avanti quando mancherà Fedieieva può subentrare Kurowska avendo Mortarino a disposizione”.
-Dalle avversarie che impressioni hai avuto?
“ Mi piace molto la profondità della panchina di Torino, bravi a portare tante atlete in grado di turnare. Sono ottime indooriste le giocatrici di Milano, con Bormida e Huertas che danno valore aggiunto. Ho grande stima di Faggian e Cretti, il Nord Est ha sempre prodotto ottimo indoor. Proprio contro Padova nell’ultimo quarto ho voluto far respirare le titolari per la gara successiva con Torino e loro con grande grinta e molto ben messe in campo hanno avuto l’occasione sull’ultimo corto. A dimostrazione dell’equilibrio che regna”.
Un’ultima domanda fuori tema, cosa suggerisci visto i poco tempo a disposizione per la quadra azzurra?
“La FIH ha fatto bene ad accettare l’invito (anche qui c’è piena concordanza con l’opinione scritta da Hockeylove – NdR) nel poco tempo con cui si potrà lavora per questo tipo di evento cercherei il gruppo più coeso. Su cui si può innestare qualche talento fuori dalla 18 di Pisa, ma mi limiterei alle 3/4 top player italiane senza altre ricerche, ma 8/9 dodicesimi devono essere del gruppo che si sta formando e che deve avere uno zoccolo duro su cui basare un gioco possibilmente già praticato nel proprio club”.





