Campionato Notizie

#indoor DOPO TORINO LA PAROLA AGLI ALLENATORI. PERELLI E CRETTI

Il secondo concentramento, che ha seguito quello di Pisa, visto dai protagonisti delle panchine che si soffermano maggiormente sulle loro squadre

Nella foto Patrick Cretti e Lollo Perelli confronto di opinioni

_____________________________________________________________ 

Apro questo giro di pareri con due indooristi di calibro: Perelli come giocatore è stato per decenni uno dei protagonisti dell’indoor italiano. Cretti è uno dei più profondi conoscitori dell’indoor tedesco, da cui trae spunto per il lavoro che fa con le sue squadre.

Perelli come sempre senza peli sulla lingua, ammette di non essere un esperto di hockey femminile: “Però siamo lontani dai livello della Libertas San Saba dei tempi d’oro. Il tasso è sceso, ci sono tre squadre più o meno sullo stesso piano: HF Lorenzoni, HP Milano e noi. Io ho la fortuna di avere la panchina più lunga grazie al lavoro fatto sulle giovanili da Luda Vyhanyaylo, poi sono il CUS Pisa e la coppa CUS Padova e HC Riva, che peraltro sono quelle che si avvicinano di più all’indoor, come gioco”.
– Delle tue ragazze cosa dici?
Chiara Di Bella è duttile e utile. Terry dalla Vittoria quando c’è la paragono a Nevado che nell’HC Bra non faceva il fenomeno, ma faceva giocare tutti alzando i livello di ciascuno, non come Voudmaska che risolveva le partite da solo. Molto brava Eschoyez che è la migliore argentina, cresciuta peraltro in Italia e italiana di nazionale, nell’indoor”.

È stato lontano a lungo dal femminile anche Patrick Cretti, che in estate però ha colto l’appello di Luca Risatti. “Sono soddisfatto del lavoro fatto in brevissimo tempo. Sono solo alcune settimane che abbiamo una palestra, peraltro piccola, a disposizione. Però il gruppo delle giovanissime (la metà sono under 16  – NdR) ha risposto benissimo, come ha fatto con umiltà anche Ilaria Sarnari, una caratteristica che ho apprezzato molto. Poi c’è Laura Risatti, l’unica veramente esperta di indoor ma nonostante le molte assenze – Frias su tutte – e Bevilacqua che rientra solo dal prossimo torneo con Agus Angiò, ho visto benissimo Rachele Barion a 15 anni gioca centrale con la personalità della veterana. A poco a poco cresceremo e spero da gennaio in avanti di giocarmela con tutte. Poi chi vince lo decide il campo”.


– L’indoor si basa molto sul corner corto come li avere visti?
Le specialiste praticamente non ci sono. La sola che ha una conclusione importante è Agrò – confessa candidamente Perelli – la media di realizzazione è molto più bassa anche nel maschile non va oltre il venti, trenta per cento e in pochi casi. È un problema di allenamento, tecnico ed forza”.

Sino allo scorso anno il corto del Riva era Maria Torbol – spiega  Cretti –  con cui ho condiviso con lei la scelta che giocasse anche  inverno a Pisa, però Carlotta Travaglia ha fatto benissimo. Tutti i nostri gol sono arrivati su corto diretto o sui rigori scaturiti dal suo corto. Il nostro 30% può essere considerato soddisfacente. Non sono ancora in grado di guardare le altre, perchè per ora sono molto più concentrato sulle mie. Quando avremo fatto un paio di altri step in avanti, potrò – come è giusto fare – guardare anche le nostre avversarie”. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore