Gli invincibili scelti come testimonial e il modello di Marco Carboni additato come via da seguire
Nella foto Damiani e Ciccazzo due dei più validi azzurri tre volte campioni d’Europa della specialità
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Abbiamo un’eccellenza. Piovuta dal cielo, da quando Marco Carboni dalla federbasket arrivò alla federhockey e comincio a progettare e immediatamente implementare il parahockey. Siamo leader nel mondo. Quando l’EHF deve illustrare una news sceglie sempre i nostri Invincibili. Come nel caso del webinar inaugurale dell’EuroHockey Institute National Association, con un focus speciale sull’Hockey ID (disabilità intellettiva).
Erano più di 20 le associazioni nazionali dalla Bulgaria a Gibilterra, dalla Grecia alla Svezia e ovviamente Olanda, Spagna, Belgio, Germania e Inghilterra. Tom Pedersen Smith responsabile delle associazioni nazionali e Norman Hughes Global Lead per Hockey ID hanno indicato a tutti l’Italia come esempio da seguire. Ancora Norman Hughes, FIH, che è stato determinante nello sviluppo in Europa del parahockey, ha rafforzato il messaggio per quelle nazioni che non hanno iniziato: “Se hai 2, 3, 4 giocatori, allora inizia con quello. Integra e crea situazioni di gioco con gli allenatori e i volontari che giocano, sii flessibile con regole e regolamenti e lascia che si divertano ed esplorino”. Quello che si può e si dovrebbe fare anche in Italia e non solo nel parahockey.
All’EuroHockey Institute si sono uniti relatori di Special Olympics per imparare come sviluppare l’Hockey ID nelle associazioni nazionali. I partecipanti hanno imparato a comprendere chi sono gli stakeholder che possono aiutare e sostenere le loro associazioni nazionali.





