Altro Notizie

#bilancio (2) FIH: UNA FAMIGLIA OPERAIA CON UN PADRE PADRONE DISATTENTO

Non dobbiamo mai dimenticare che nascondersi dietro la complessità è sintomo di incapacità e inefficienza. Anche i fenomeni più articolati vanno spiegati con chiarezza e trasparenza 

Nella foto l’esemplificazione  della capacità della FISR di attivare risorse proprie e non limitarsi al “reddito fisso” dallo Stato come accade in FIH

_________________________________________________ 

La lucida e ineccepibile analisi del presidente emerito Sergio Melai illustra tecnicamente le debolezze formali del bilancio FIH. Sono carenti i documenti che dovrebbero consentire la comprensione della complessità di un documento che pareggia a 4 milioni e mezzo di euro.  

Prima di sottolineare questi aspetti mi preme riportare la discussione sul piano concreto. La FIH è come una famiglia operaia, rispetto alle casate ricco borghesi del calcio, tennis, atletica nuoto, rugby e così via. Vive del monoreddito fisso elargito dallo Stato tramite Sport e salute.
Ha usufruito delle entrate straordinarie – un extra gettito – dovuto ai contributi Covid e all’impossibilità di spendere questi soldi perché l’attività sportiva ha subito stop prolungati e riduzione dell’attività agonistica.
Così si è creato – come in tutte le FSN – un tesoretto che altri hanno usato per investimenti dedicati a sviluppo e crescita. La FIH non lo ha fatto, Melai lo sottolinea: nel consuntivo 2022 non c’è traccia di ciò.
Le uscite sanno, se non di sperpero, di inefficacia. Il 31 dicembre 2021 la “famiglia operaia” hockey aveva disponibilità liquide di 2.7 milioni . Un anno dopo un milione era sparito. Ecco, se diviso per 100 o per 1.000, accadesse a casa vostra non sareste già corsi ai ripari? Avete l’impressione che questo governo FIH lo abbia fatto?  

Chiudo velocemente con i documenti secondo l’opinione di Sergio Melai: “La nota del integrativa, la relazione del presidente, la relazione dei revisori avrebbero dovuto con chiarezza dare spiegazione in merito all’utilizzo utili esercizi precedenti”. 

Neppure questo hanno fatto. Zero trasparenza. Nel 2014 con l’attuale presidente avevo teorizzato “la casa di vetro” mi trovo davanti alle finestre sbarrate con lastre di piombo come nel Bronx. Deluso e sconcertato.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore