La marcia indietro compiuta oggi non è sufficiente: a ogni minaccia risponderò con querele personali, non alla FIH, ma verso i singoli con adeguate richieste economiche per il subìto danno biologico, morale, esistenziale e per la lesione dei miei diritti costituzionali
Nella foto le due minacce e il mio libero pensiero
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Non ho mai scritto di essere collegato alla FIH, semmai ho sempre dichiarato l’opposto. Tantomeno c’è traccia su questo sito di essere “riferimento per l’attività federale ufficiale”. Che la mia sia un iniziativa indipendente è cosa nota a tutti. Non è rispettoso del diritto all’informazione accusare senza prove, un professionista di scrivere notizie infondate distorte, manipolate, tanto più prive di veridicità. Se cosi fosse, invito i consiglieri federali ad adire le vie legali, consapevoli delle conseguenze che ciò comporta.
Quello che rimprovero alla FIH è proprio la mancanza di una piena e corretta comunicazione ufficiale, ad esempio:
– con la pubblicazione dettagliata del bilancio federale, non per macro voci;
– dei verbali dei consigli federali, non di note stampa;
– delle delibere con le motivazioni delle assunzioni di spesa;
– dei comunicati ufficiali anziché dell’e-mail personali o a piccoli gruppi per informazioni di carattere generale.
Cosicché dalla CNN al Frankfurter Allgemeine, dalla Reuters a Hockeylove, da Le Figaro al Corriere di Peretola tutte le testate che vogliano raccontare l’hockey italiano ai suoi appassionati abbiano una fonte attendibile, corretta e onesta. Se ai governanti pro tempore della FIH disturba il dissenso, la libera critica, l’opinione diversa, la pluralità delle fonti di informazione, se mai così fosse, ricordo che loro come me vivono in Italia nazione libera, democratica retta sui principi costituzionali e regolata dalla leggi dello Stato.





