I veronesi si impongono nel quadrangolare di Pieris, ma mettono in campo una iniziativa dal profondo significato sociale. Il presidente Faccioli fornisce la sua interpretazione tecnica e organizzativa sul girone B
Nella foto la squadra dell’HC Villafranca a Rovigo con i cartelli contro la violenza di genere. Con loro l’ex consigliere Marco Saviatesta la dirigente Cecilia Stizzoli
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Il presidente del club veronese Denis Faccioli si è reso protagonista di una bella iniziativa nell’impianto goriziano di Pieris facendo giocare la sua squadra con le coccarde rosse contro la violenza sulle donne e affiggendo un cartellone e le scarpe rosse col tacco, simbolo della lotta alla violenza di gente che a volte, anche in Italia, culmina nel femminicidio.
A margine del successo conseguito sul campo dai suoi juniores propone quasar disamina tecnica: “Confermo che per gioco di squadra la migliore è stata la formazione dell’HT Bologna, i ragazzi dell’HC Bondeno erano i sicuramente i più attrezzati, si sono fatti raggiungere dai miei a due minuti dalla fine e dall’HT Bologna a soli 20 secondi. Poi come dico io le partite finiscono al suono della sirena”.
Poi aggiunge sulla possibilità o meno del secondo turno scale che a quarto punto pare improbabile: “Sul fatto di fare più date sia per la U21 come la U18 io nella riunione avevo chiesto di fregarsene degli impegni delle prime squadre, ma nessuno ha accettato”.





