Fu lui il mentore del pratismo savonese, secondo lo storico Luciano Pinna “tutte le squadre [savonesi] dovevano far capo a una sola illuminata intellighenzia sportiva che aveva saputo creare e tener vive realtà simili, favorendo situazioni idonee in tutti e quattro gli organismi: il prof. Eliseo Colla”
Nella foto dal libro 50 Anni di Hockey a Savona di Franco Astengo e Luciano Pinna il portiere Lenzuni calcia durante la partita GS Bernini – US Moncalvese (0-2) al campo di corso Ricci a Savona ai lati Filippi e Improta
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Sino al 1955 l’hockey ligure era stato solo genovese. Fanno eccezione gli episodi degli albori nel 1902 e 1903 con le partite fra inglesi a Sanremo e Bordighera, poi sempre a Sanremo nel 1938 si disputò Ia partita fra GUF Roma e GUF Milano. Azzurri ancora impegnati a Sanremo contro la Svizzera B (1-1) il 21 settembre 1947.
Savona spuntò poco prima per la prima volta in un torneo internazionale giocato a Cornigliano: la Coppa Cogne, con la presenza di una squadra di Berna, forse lo Young Boys, l’Inter di Milano e il Genova HC. La squadra di Savona secondo il Corriere dello Sport dell’8 aprile 1947 giunse terza vincendo con l’Inter Milano. Ricordiamo che Cornigliano era una delle sede delle Acciaierie Cogne, poi Italsider. Perchè quella squadra si chiamasse Savona e chi furono i giocatori a tutt’oggi non è dato sapere.
Certo è che il 23 ottobre 1955 il GS Bernini, istituto tecnico per geometri, del preside Cotta, preparato dal prof. Eliseo Colla allora fiduciario provinciale della FIHP e guidato dal giocatore allenatore Bruno Filippi giocò al Faraggiana di Albisola contro il Genova HC, finì 0-6.
Questa la probabile formazione: Mistò: Rossini, Grisolia; Filippi, Brezzino, Vagnola; Giorgi, Trussoni, Rapetti, Zuccato, Speroni1. meno giovani ricorderanno il terzino Rossini che giocò sino ai primi Anni Settanta.
I nero-azzurri erano stati inseriti nel girone A con il Genova HC che arrivò alla fase finale, Moncalvese e Aeronautica Torino. Nel proseguo del campionato a marzo 1956 con Lenzuni in porta il Bernini perse più onorevolmente con il Genova HC 2-3 con i gol di Brezzino e Grisolia.
Con un gol di Curdo vinse invece con l’Aeronautica Torino dopo aver pareggiato 0-0 all’andata. Con l’US Moncalvese di Umberto Micco invece subì due sconfitte 0-3 e 0-2.
Facciamo un passo indietro: nel 1955, il 27 marzo, allo stadio Bacigalupo – intitolato al portiere savonese del grande Torino perito nell’incidente aereo di Superga – si giocò a fini promozionali l’incontro di apertura del campionato di serie A fra CUS Genova e Genova HC (4-1), ma a causa del mancato arrivo delle porte la gara fu declassata ad amichevole.
Intanto, il prof. Eliseo Colla diplomato all’Accademia della Farnesina, oltre ad aver contribuito alla nascita del GS Bernini, mise in piedi anche nella sua scuola, un liceo, il CSI Chiabrera. Questa squadra giocò sicuramente in maglia bianco-verde nel campionato 1958 e il derby con il GS Bernini fu visionato dal CT azzurro l’anglo indiano Rex Norris2.
Del Chiabrera abbiamo notizie sino al 1959, quando probabilmente si fuse con il Savona HC nato anch’esso nel 1958 e con sede entrambe nell’abitazione del prof. Colla.
Suffragato, oltre che dai colori sociali, dal fatto che hockeisti come il citato Rossini ma anche Magrassi e Anfosso continuarono poi nel Savona HC.
Grazie alle ricerche di Luciano Pinna sappiamo che nel 1957 nella rappresentativa juniores della Liguria che partecipò al torneo delle regioni furono presenti il portiere Mariotti più Podestà, Arecco, Curdo, e Filidei tutti del GS Bernini.
Il vulcanico padre di Carlo Colla, delegato provinciale della FIHP dal 1950 e sportivo a tutto tondo dalla scherma, all’atletica, dal pattinaggio al calcio e di fatto fondatore dell’hockey sul Letimbro creò anche il Savona Junior, con gli alunni dell’istituto privato Calasanzio il Liguria HC – che poi riprese in autonomia l’attività federale dal 1971 con il figlio Carlo – e nel 1961 proprio il GC Calasanzio che ritroviamo ancora fare attività promozionale nel 1968.
In quegli anni lontani vincoli e i controlli erano molto più tenui. Per cui era possibile che i giocatori, salvo che nelle serie maggiore passassero da una squadra all’altra senza troppi problemi.





