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#campionato COPPA ITALIA NON È UN CONCENTRAMENTO PERÒ SEMBRA UN GULAG 

Il ricorso a 4 partite in poco più di 24 ore è già sovrumano, ma se a questo si aggiunge la penalizzazione verso chi viaggia di non poter disporre di rose adeguate salta anche il concetto basico di pari opportunità rispetto alla prestazione sportiva  

Nella foto Yoana Aguilera e sotto Chiara Di Bella due delle attaccanti in grado di fare la differenza n Coppa Italia

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La Final5 per la FIH non è un concentramento. Lo ha messo nero su bianco, dopo aver scritto l’esatto contrario mezz’ora prima. Alcuni presidenti di società mi hanno girato l’e-mail che ieri pomeriggio è partita dagli uffici di viale Tiziano.
Cosa cambia? Nelle loro intenzioni non so. L’effetto collaterale, non penso neppure quello voluto, è che salta l’articolo 64 del RGC che fissa  il numero di giocatrici partecipanti che si possono iscrivere nella lista da consegnare ai DTC.
In questo modo invece, le società possono iscrivere a ogni gara anche 18 giocatrici diverse dalla lista precedente. Non saranno 18, ma in un “concentramento” che per l’impegno fisico richiesto sa più di campo di lavoro (i sovietici li chiamavano Gulag) avere anche due o tre ragazze in più a disposizione da alternare alle stravolte titolari può essere un indubbio vantaggio. 

Sarebbe stato interessante conoscere il parere del settore medico delle FIH, visto che secondo la scienza conclamata i tempi di recupero tra una partita e l’altra sono di ben altra durata.
Manco a dirlo chi patirà maggiormente sono le due società sarde. La regola del numero limite nei concentramenti serve proprio a tutelare chi arriva da lontano, che vale anche per una società del Nord che vada nelle isole ovviamente.

La cosa buffa è che questo uso dell’e-mail anziché del comunicato ufficiale, a pensare male è perchè ci si vergogna a far sapere a tutti ciò che si combina,  contraddice nei testi sé stessa perché appena il giorno prima lo stesso mittente in risposta alla protesta dell’HC Argentia sulla non giustificata compilazione del calendario aveva risposto “tenuto conto anche della logistica”.
Il giorno dopo la logistica non è più stata tenuta in conto. Umore volatile? Comportamento ondivago? Pensiero scoordinato? Questo non so. Certo che manca la logica.  

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore