Torino per la U14/M e Padova per la U14/F sono le città prescelte, a Torino è già partita la macchina organizzativa. A Padova che vive la dicotomia con Grantorto, sono più indierto, ma in grado di recuperare in poche ore. Grazie a una macchina collaudata e un centro sportivo affidabile attrezzato
Nella foto un gruppo dell’HT Bologna che si è affacciato ai campionati nazionali maschili
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Quindici giorni scrissi “La finale maschile sarà assegnata a una città ben servita dai mezzi di trasporto e con buoni servizi ricettivi, ma un po’ decentrata in una regione spesso beneficiata dalla concessione federale. Stessa scelta a fattori invertiti per la femminile”.
Una forma di cautela per non scoprire le mie “fonti romane di sicuro affidamento” ma al contempo per annunciare la scelta di Torino e Padova. La prima in Piemonte, la regione più gettonata per le finali degli ultimi anni, la seconda (Padova) davvero al centro dell’erede autostradale dell’alta velocità ferrovia, mentre Torino sta a uno dei capolinea.
Scrissi anche “Da oggi in poi ogni giorno è buono per la pubblicazione del CU sulle sedi delle finali”. Però adesso siamo a ridosso, troppo a ridosso delle due finali, chi deve preparare la trasferta non può aspettare oltre, per questo la mia cautela verso le “fonti romane” ora viene meno.
Torino ha tutte le caratteristiche. Padova ha un sabbione in condizioni precarie, ma ospita i campionati sino all’U18, a differenza delle prime squadre che giocano a Grantorto, ma per struttura, alberghi e collegamenti è sede ottimale. Altre proposte ufficiose erano orrivate da altre sedi, ma i pour parler non hanno mai investito i vertici societari.
Tanto per citare ancora un concetto a me caro, anzi carissimo e che invece non torva usbergo in viale Tiziano riscrivo anche questo: “Rendere pubblica una decisione, la toglie dalla sfera privata (è ben nota a tutti la contrapposizione pubblico/privato, che in questo caso torna al valore originario – NdR). Privato è il participio passato e di privare, togliere, sottrarre: ovvero una scelta privata che riguarda molti è “priva” di valore.
È la pubblicità dell’atto, la sua pubblicazione, che rende il documento valido perchè noto a tutti. Questo basilare principio della civiltà occidentale, che da secoli ha ripudiato le monarchie assolute, dovrebbe essere noto a ogni amministratore: da quello di condominio, ai massimi livelli istituzionali”.





