Campionati Storia

#50simo I CAMPIONATI (7) CONTINUÒ IL DOMINIO MDA CON ALTRI 3 TITOLI IN 4 ANNI

L’ultimo con i gol del cagliaritano Aramu. Nel 1968 il Genova HC (ex GUF) 11 volte campione d’Italia – oltre i 2 del CUS Genova inglobato nel 1957 – diede l’addio alla serie A senza farvi, sin qui, mai più ritorno. Questi i due fatti salienti del quadriennio 1966-1969

Nella foto l’MDA campione 1968. Al Velodromo di Roma da sinistra in piedi: maggiore Lorenzetti, Perna, Bottaro, Geier, Vannini, Terenzio, Soli, maresciallo Urti; accosciati: Staffieri, Mannucci, Mazzoni, Tito, Parmegiani; massaggiatore Greco 

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La stagione 1965 fu segnata dalla rinuncia del CUS Bologna, che venne sostituito con il  ripescaggio del retrocesso ACLI Labor Bologna, dal ritorno del CUS Trieste, al posto dell’Oratorio S. Michele Monfalcone, escluso per la rinuncia dell’anno prima. Soprattutto dalla rissa fra 3 Elle Vigevano (la sola a retrocedere a fine stagione) e Labor Bologna che portarono a 22 giornate e 3 mesi complessivi di squalifiche. In cui fu però penalizzato anche il capitano della 3 Elle, l’amsicorino Gianni Anni.
In quel girone si classificarono per le finali Amsicora e MDA, nell’altro CG Macerata e CUS Torino. La Final4 vide ancora la parità fra le due rivali che venne risolta nello spareggio del 30 ottobre a Bologna al 4’ del supplementare da Alessandro Kiki Aramu

L’anno successivo l’MDA visse l’addio al team del fondatore Mazzalupi e la serie A e passò a 16 squadre, salirono dalla B Savona HC, HC Bra, HC Grugliasco, inserite nel girone A con SG Amsicora, CUS Torino, Genova HC, CUS Cagliari e HC Reggio Emilia. Le altre due neofite Pontevecchio Bologna, Pol. Trieste si aggiunsero al ripescato CUS Cagliari, MDA, CG Macerata, Vigili Roma, CUS Trieste, ACLI Labor e HTC Roma.
Ogni anno le due grandi del nostro hockey si sbarazzano degli outsider e si anno appuntamento per il duello finale, in palio lo scudetto” così scrisse Paolo Bonomi sulla Gazzetta dello Sport a inizio del commento sulla partita di finale. Malgrado l’Amsicora avesse assoldato l’ex internazionale olandese Kroll, nell’isola per lavoro, l’MDA che aveva acquistato per 13 bastoni Paolo Mannucci dalla Lib. San Saba si aggiudicò lo scudetto proprio con un gol del giovane romano.

Il 1967 vide un nuovo ribaltamento, sempre nella doppia finale s’impose l’Amsicora (1-1-; 1-0). Nei due gironi a 8, a Savona HC e Pol. Trieste –  ultime l’anno precedente –  subentrarono le neopromosse TJG Novara e CUS Roma, che retrocessero subito.
La legge degli anni pari sempre favorevoli nel decennio all’MDA si concretizzò anche nel 1968. I romani giunsero alla solita doppia finale scudetto con l’Amsicora  dopo una cavalcata di 14 partite (9V, 5N, 0P; GF 33, GS 2). Simile il percorso dei sardi (8V, 6N, 0P; GF 18, GS 3). A Roma finì 0-0, malgrado due pali colti dagli avieri. All’Amsicora si registrò il successo (1-0) dell’MDA.

La riforma della serie A da 16 a 8, comportò la retrocessione fra le altre del Genova HC che dopo 30 anni consecutivi di prima divisione (con la sola pausa bellica del 1944) abbandonò la massima serie senza farvi mai più ritorno.
L’Amsicora visse la sua peggiore annata dal 1955, in quel 1969, giunse solo terza dietro anche i Vigili Urbani Roma. Con l’MDA che subì un solo gol, nell’1-1 di Torino contro il CUS, vincendo 9 partite su 14 senza mai perdere. Va detto che nel frattempo Kiki Aramu era approdato all’MDA e quell’anno fu il capocannoniere con 6 gol. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore