Lo sentivo dire da settimane, non ci volevo credere. Non dico che abbiano toccato il fondo perché purtroppo al peggio non c’è limite.
Nella foto van Hesteren
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Non ci siamo. I risultati non soddisfacenti non sono certo quelli di van Hesteren che ha ringiovanito la squadra, ridotto il numero di giocatori di scuola straniera, migliorato a Dublino il risultato di Cardiff a fronte di un numero insufficiente di raduni, l’annullamento degli ultimi test pre europei della scandalosa vicenda del raduno olandese autogestito.
Van Hesteren, a cui era stato impedito anche di andare al decentrato di Cagliari, aveva portato un clima nuovo di fiducia e orgoglio nel gruppo azzurro, offerto un gioco offensivo e piacevole, lanciato molti giovani, era intervenuto con sagacia su alcuni errori dei suoi collaboratori. Insomma stava facendo un grande lavoro.
La verità non va conculcata e neppure travisata. Dicano la cose come sono: non ci sono più soldi. Lo dimostrano le pergamene ,anziché perlomeno le targhe, distribuite nella minimalista celebrazione del cinquantenario, con inviti male assortiti: altro che protocollo cerimoniale mutuato dal Quirinale, dove semmai invitano il papà e non l’abate di Casamari.
Soprattutto lo dimostrano le richieste di anticipi sui lavori del Tre Fontane, le risposte stizzite alle telefonate delle società, i tagli ai rimborsi chilometrici quando il carburante sale alle stelle, il mancato utilizzo dei DTC …
Intanto, chi paga sono gli hockeisti con l’aumento delle tasse e una gestione rabberciata in ogni settore. Adesso anche con le due nazionali maggiori





