La seduta n.° 17, sarà breve perchè poi partono le danze a numero chiuso e senza troppa enfasi visto il clima di smobilitazione
Nella foto un confronto fra 2023 e 1999 a metà strada del 50° anniversario FIH. Una decrescita infelice
________________________________________________
A distanza di due mesi torna a riunirsi il consiglio federale. Lo farà in presenza in uno spazio mattutino ritagliato nella giornata del cinquantesimo.
Alle 11 incomberà l’inizio dei lavori della consulta dei presidenti e dei delegati regionali, che alle 15,15 si trasferiranno – dopo aver fatto due ore prima pausa pranzo – al salone d’onore del CONI dove avrà luogo la 3 ore (180’) dedicata ai 50 anni della FIH “un incontro a carattere cerimoniale” dalle 16 alle 19, per parlare di storia e istituzione, distribuire qualche targa e concionare su futuro e sviluppo. Poi alle 20 “convivium” (leggasi cena) e alle 22,30 tutti a nanna.
L’ “incontro a carattere cerimoniale” è a numero chiuso in piena disaccordo con la frase mignardiana “la festa è aperta a tutti, ma con chi ballo lo decido io”. Adesso anche la festa è a numero chiuso. Ci starebbe, ma se ci fosse stata una celebrazione pubblica: una festa per gli hockeisti, ma forse c’è poco da festeggiare
Ecco cosa ci divide i concetti di trasparenza e res publica contrapposti a opacità e cosa mia. Peccato. Forse mortale.
Nel breve consiglio numero 17 del terzo ciclo, non ci sarà tempo per condividere le ragioni dell’avvicendamento, costoso, fra Justus e Mondo alla guida dell’Italrosa, tanto meno per spiegare perchè anche van Hesteren verrà sollevato dall’incarico. Come si è potuto sbagliare la sfidante di Super Coppa. Perché il nuovo portale abbia costretto le società a diventare matte e gli uffici altrettantoo e ancora perché il bilancio dal passivo di un’entità mai vista non è ancora stato reso pubblico. Già, per queste cose non c’è mai tempo.





