Il rinvio di HT Sardegna – Pol. Ferrini per mancanza di arbitri evidenzia il dramma che la FIH ha sinora cercato di nascondere. Così la stagione agonistica è a rischio
Nella foto di Carla D’Alberto un primissimo piano di Cristian D’Angelo
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Giovedì con grande responsabilità l’arbitro Cristian D’Angelo ha comunicato alle società di non potersi dividere e come lui neppure il collega Farci, non avendo la caratteristica dell’ubiquità.
Come sabato sorso per ovviare alla drammatica penuria di arbitri, che in Sardegna è più lampante che altrove e acuita dal problema logistico intrinseco al fatto di essere isola, la FIH ha dovuto intervenire sul calendario.
Per il primo turno era stato sufficiente, si fa per dire, spostare l’orairo, gravando il povero D’Angelo di un rapido trasferimento da via dei Salinieri all’estremo confine orientale di Cagliari dove ha sede il centro polisportivo della Ferrini sobbarcandosi due direzioni consecutive.
Domani la partita sarà rinviata di una settimana. Questa volta la soluzione è stata quasi indolore, meno per gli atleti e gli staff che a neppure 48 ore si sono trovati liberi in un sabato già programmato per l’hockey e precettati invece per uno che avevano considerato da tempo di riposo.
Il degrado del settore arbitrale è sotto gli occhi di tutti. La Sardegna lo evidenzia in modo plastico. La tattica di nascondere la polvere sotto il tappeto, anzi i sacchi di rumenta nel ripostiglio, non funziona più.
Bisogna affrontare il problema che si era drammaticamente palesato con la rissa verbale di Pisa, poi conclusa con la tregua del “quarto piano” propiziata e fortemente voluta da Claudio Valdinoci, da cui sono usciti perdenti sia l’aggressione a parole che il dimissionario per iscritto.
Non sfugge più a nessuno, basta guardare le designazioni vedere le età – alla faccia del tetto previsto – degli arbitri, senza parlare della qualità di chi non ha mai avuto la sorte di partecipare a un corso realmente organizzato, tanto meno a un raduno arbitrale.
La conseguenza è che ogni arbitro, fra i più esperti, si sente in diritto e anche un po’ in dovere di proporre la sua ricetta, perchè dal CNA non arriva nulla.





