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#coppaItalia CONTINUANO I PARERI DI TECNICI  ED ESPERTI

Per il presidente Da Gai la coperta al momento è corta. Nicola Giorgi riconosce di aver schierato una squadra giovane  con molte assenze. Ursone invece è soddisfatto. Pia affronta la coppa per ripartire 

Nella foto Roberto Da Gai

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Roberto Dagai concorda: “Ho letto quello che ha detto Angius, è abbastanza corretto, anche se nell’ultimo quarto siamo stati pericolosi svariate volte. Comunque senza due stranieri, Andrea Corsi, Samuel Serra, Marco Romano e seppur giovane anche Daniele Pipolo( 2004) la coperta si fa corta. In più Cardenas ha giocato al 50% per un forte mal di schiena direi. E’ da una settimana che ci combatte, senza allenarsi”.

Rinforzi attesi a marzo. I rientri prima, come un altro studente spagnolo a Roma  per metà ottobre.

Nicola Giorgi spiega così la sconfitta interna: “Diverse assenze, entrambi i Colella, Matteo Zoppi, Cavallini e Bonsignori. La Bonomi à una squadra molto organizzata e hanno buoni rinforzi rispetto alla già solida struttura italiana (Eguizabal, Corno, Mardones e altri 2/3 Italo argentini più Ursone). Abbiamo subito la loro partenza veemente con il primo quarto sotto 3-0, nel secondo ci siamo sistemati e abbiamo fatto 0-0 sciupando un paio di occasioni. Poi gli altri parziali sono stati 0-1 e 1-2 Questo Cus Pisa è molto giovane e diversi elementi sono al primo anno in prima squadra, quindi tatticamente ancora molto acerbi”

Opposto il controcanto di Gonzalo Ursone: “La preparazione atletica era simile nelle due squadre, così le assenze. Siamo stati più aggressivi nel primo quarto e siamo andati subito sul 3-0. Il secondo è stato molto equilibrato con occasioni per tutti. Nella ripresa si sono scoperti per rientrare in partita e ci sono state palle gol per entrambi, così nell’ultimo periodo. I nostri giovani e i nuovi arrivi si sono integrati subito bene. Direi che per essere la prima partita tutti insieme è andata bene”.

Sergio Pia non si nasconde dietro le giustificazioni: “Sapevo che l’Amsicora era molti più avanti e dispone di una struttura invidiabile sia come società che come squadra. La ammiro molto. Noi siamo in fase di ristrutturazione, con il solo Niwaz e assenza importanti. Dovremmo migliorare già nel prossime settimane. Comunque sono molto contento dei miei giovani e giovanissimi”.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore