Regioni Storia

#50esimo LE REGIONI (2): FURONO LE RAGAZZE DEL GUF ROMA A DARE AL LAZIO IL PRIMO SCUDETTO

Intanto nel dopoguerra nacquero SH Fiorenza e Previdenza Sociale, questa con tre futuri allenatori di valore Carrus, Pizzoli e Dal Buono

Nella foto l’INPS che vinse la B 1952. Dal Buono e Carrus quinto e sesto da sinistra. Sotto accosciato fra loro Pizzoli

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L’hockey romano dopo il successo nel torneo del dopolavoro dovrà attendere 55 anni prima di vincere un titolo maschile. Fecero prima le donne. Nel 1943. In un campionato che però – senza motivi a parte l’ignoranza – non fu mai riconosciuto. Lo scoprì e lo raccontò nel video “Genova 1936-1960 la capitale italiana dell’hockey” Virginio Zanolla, un mio ex collega all’Eco di Genova (NOTA Zanolla lavorare alla redazioni spettacoli, mentre io ero vicecaposervizio allo Sport con a capo lo storico del Genoa Edilio Pesce, ma Virgilio era figlio di Giacomo portiere del GUF, del Genova HC e della nazionale fra 1941 il e il 1950). Il testo rivela che nel 1943 si svolse a Roma il secondo campionato italiano femminile, vinto dal GUF Roma (2-0) in finale sul GUF Genova, che si era imposto nelle prime tre partite.
Si sa per certo che le due squadre romane AS Monti e GUF invece non presero parte invece al campionato del 3-5 novembre 1942 giocato a Modena. Nell’immediato dopoguerra l’hockey femminile romano fu l’unico in tutta Italia riprendere già nel 1946 grazie ad Armando Nisti, ne diede notizia la Gazzetta dello Sport del 27 marzo 1946. Nella Gallery a fondo pagina la riproduzione dell’articolo.

Per gli uomini, la prima delusione arrivò nel 1938, nella finale di Napoli dopo il girone a 6, il GUF Roma perse 0-4 con il GUF Genova (0-4 e 2-1 in campionato). Questo malgrado rispetto Genova e Milano le tre società romane dell’anteguerra e del primo periodo bellico (GUF Roma, OND Assicuratori, OND Lavori Pubblici) avessero, come annotò Cipriano Zino “un evidente vantaggio su tutte le altre: la facilità di disputare partite vere e non soltanto incontro interni fra atleti di una stessa società”.  

Seguirono altri piazzamenti come la finale persa dagli universitari romani a Bologna contro l’HC Bologna nel novembre 1946, nel secondo campionato del dopo guerra.
Non è chiaro se quella squadra si chiamasse Universitari Roma, CUS o più probabilmente CSUR. Certo che nel 1947 si giocò il torneo interfacoltà con Legge, Medicina, Ingegneria e Commercio. A fine settembre 1947 si costituì la Previdenza sociale Roma.

Nel 1948 le squadre a Roma, non sopravvissute ma, risorte dalle ceneri delle tre pre esitenti erano solo due.  La prima che si formò, l’HC Roma, ebbe vita breve. Si costituì il 22 gennaio 1945 presidente fu nominato Antonio Triglia, nel direttivo anche Enrico Altea, allenatore Perotti  con ex azzurri Tartaglini, Perotti stesso, gli ex LL.PP Ferrazza Valeri e l’universitario Altea e giovani che poi s’imposero come Banci, Regis, Arci, Tirasacchi, Violini  C’era anche la sezione femminile con Flora De Smini, Gia Assona, Anna Mancineli e Luciana Bernabei cassiera della società.
In precedenza, nel marzo 1945 Renzo Nostini1, olimpico, campione mondiale e futuro presidente della FIS aveva cercato di creare un raggruppamento chiamato ARU (Associazione romana universitaria) che raccolse studenti medi e dell’allora unico ateneo romano in una polisportiva che comprese anche al sezione hockey affidata all’ex GUF Roma Enrico Altea.
Le due iniziative si sovrapposero e ARU e HC Roma  – di fatto la stessa squadra – giocarono con la stessa formazione le medesime partite, ma attestate di volta in volta dal Corriere dello Sport a nome dell’una o dell’altra società come accadde il 28 e il 29 giungo, in sede di presentazione attribuita all’HC Roma e poi in sede di cronaca all’ARU contro la squadra militare indiana del 30° Generale Hospital. I romani -ARU o HC che fossero – scesero in campo all’Apollodoro con Pascolini; Valeri, Riminini, Baccin (Giordani), Perotti, Arci (Regis), Tirasacchi, il capitano Gabriotti, (Banci), Ferrazza Violini, Altea. Molti dei quali troveremo più avanti come i giovani del dopoguerra Riminini, Regis, Tirasacchi, Arci, Violini, Banci, Ciufoloni o i reduci degli Anni Trenta vedi Altea, Sisti, Perotti, Giordani o il portiere Pascolini.

Invece, dalle ceneri della squadra universitaria del CSUR  fondata nel 1946 – anche questa spesso citata dal Corriere dello Sport con più denominazioni: CSUR, CUS o Universitari romani) nacque nel 1949 la SSH Fiorenza che vinse subito la serie B davanti al CG Maceratese e l’anno dopo disputò un ottimo campionato in serie A dietro le due genovesi. La società romana presieduta da Giorgio Fiorentini2 grazie ai punteggi dell’hockey quell’anno vinse la classifica del comitato romano della FIHP davanti alle altre 7 società.
Dal CSUR arrivarono i nazionali Ugo Grangè portiere, Compagnoni e Sisti che assunse anche il ruolo di allenatore nella nuova formazione costola di una polisportiva di pattinaggio comprendente velocità, artistico, strada e hockey pista3 . Questa la formazione che s’impose nella serie B 1949: Ugo Grangè; Compagnoni, Perotti (Patuzzi); Giordani, Battaglia, Regis; R. Grangè, Angelutti, R. Sisti, Saliente, Darin. In Serie A nel 1950 giocarono anche Ferola, Tirasacchi e Princivalle 

La Previdenza Sociale pur in un’anonima serie B, schierò alcuni nomi che poi fecero la storia dell’hockey romano Mario Carrus, Umberto Pizzoli, i fratelli Lefemine, Delle Monache senior e successivamente Rino Dal Buono.  Solo nel 1953 la squadra dell’INPS raggiunse la serie A, sostituendo SSH Fiorenza che poi sparì, prima come hockey e poi anche come pattinaggio. La più longeva rimase l’INPS o Previdenza sociale Questi i  nomi dei suoi principali atleti in quegli anni: Pascolini, Baldani (Tartaglini Barriale), Lori, Ciotti, De Luca, Delle Monache, Sabatini, Carrus, Festa, Villani, Mantegazza; Zona, Riminini, Atzon, Lai Camilloni, Gaglio, Proietti Pizzoli, Lefemine 

  1. Lo dichiarò in una intervista al pubblicata a firma di Giuseppe Melillo sulla prima pagina del Corriere dello Sport del primo marzo 1945 ↩︎
  2. Corriere dello Sport 12 agosto 1949 “La S.H: Fiorenza dopo i successo di Macerata balzata sul piano nazionale” ↩︎
  3. ibidem ↩︎
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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore